Violenza sessuale su due studentesse, a processo insegnante delle medie

Prima udienza fissata il 28 aprile: le presunte condotte sarebbero avvenute nel 2024 all’interno di una scuola media del territorio.

Si aprirà il 28 aprile davanti al Tribunale di Terni in composizione collegiale il processo a carico di un insegnante 34enne, originario di fuori regione, accusato di violenza sessuale aggravata su due studentesse minorenni di una scuola media del territorio ternano. Il docente è stato rinviato a giudizio dal giudice per l’udienza preliminare Chiara Mastracchio, su richiesta della Procura di Terni, con pubblico ministero titolare del fascicolo Raffaele Pesiri, al termine delle indagini condotte dalla Polizia di Stato di Terni.

Secondo l’impostazione accusatoria, due distinti episodi di violenza sessuale si sarebbero verificati nel novembre 2024, a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro. I fatti contestati sarebbero avvenuti all’interno del plesso scolastico, durante il trasferimento da un’aula all’altra per le attività didattiche, quando l’insegnante avrebbe avuto contatti fisici ritenuti sessualmente orientati con entrambe le studentesse. Al momento dei presunti episodi, le ragazze avevano meno di 14 anni, circostanza che costituisce una delle aggravanti contestate, insieme a quella relativa al luogo in cui si sarebbero verificati i fatti.

Le vicende sono emerse a seguito delle denunce presentate e sono state inizialmente portate all’attenzione dell’istituto scolastico, per poi essere approfondite dagli inquirenti. Nell’ambito del procedimento, il docente è stato sospeso dal servizio a seguito dell’attivazione del procedimento disciplinare amministrativo, ma non risultano misure cautelari personali disposte dall’autorità giudiziaria nei suoi confronti.

L’insegnante respinge le accuse, sostenendo che i comportamenti contestati non si sarebbero verificati oppure sarebbero stati del tutto involontari e travisati. La difesa ha scelto di non ricorrere a riti alternativi, decisione che comporta l’apertura del dibattimento ordinario. “Per questo – dice il suo legale Loredana Ceccarelli – non abbiamo scelto riti alternativi e affronteremo il processo convinti delle nostre ragioni”. La stessa avvocata ha inoltre auspicato che “le diverse contraddizioni emerse in sede di incidente probatorio trovino la giusta considerazione nel corso del processo”.

Nel procedimento penale, i familiari delle due studentesse si sono costituiti parti civili, assistiti dagli avvocati Valentino Viali e Marco Muzi. La costituzione mira a ottenere il riconoscimento dei danni ritenuti conseguenti ai fatti contestati, che saranno oggetto di valutazione nel corso del dibattimento.

Redazione

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7 mesi fa

Bella gente i professori che vergogna…

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7 mesi fa

Che schifo abusare di due studentessa.

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7 mesi fa

Che orrore

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