Il sindaco di Polino revisore dei conti a Terni: scontro sulla compatibilità

Il consiglio comunale vota il nuovo organo di controllo per il triennio 2026-2028, ma l'opposizione denuncia incompatibilità con il ruolo in Terni Reti

Il consiglio comunale di Terni ha eletto nella seduta del 5 febbraio 2026 Remigio Venanzi — già sindaco di Polino e presidente del collegio sindacale di Terni Reti — come presidente dell’organo di revisione economico-finanziaria del Comune per il triennio 2026-2028. La nomina, avvenuta con 18 voti a favore, ha immediatamente scatenato le proteste di PD e Movimento 5 Stelle, che contestano la compatibilità giuridica dell’incarico e denunciano un’operazione guidata da logiche politiche piuttosto che da criteri di indipendenza tecnica.

La composizione del collegio e i risultati della votazione

Il collegio dei revisori dei conti risulta composto da tre membri: oltre a Venanzi, che ricopre la presidenza in qualità di eletto dal consiglio, figurano Francesco Simone Cociani e Lorella Capezzali, entrambi sorteggiati dalla Prefettura secondo le procedure previste dalla normativa vigente. L’organo è considerato validamente costituito anche con la sola presenza di due componenti su tre.

In sede di votazione, i 18 voti raccolti da Venanzi si sono contrapposti ai 5 ottenuti da Fausto Sciamanna e ai 4 andati a Caterina Brescia.

Le funzioni dell’organo di revisione secondo il TUEL

Il Testo unico degli enti locali (TUEL) attribuisce all’organo di revisione economico-finanziaria compiti di grande rilevanza istituzionale. Tra le funzioni principali rientrano la vigilanza sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica della gestione dell’ente — con riferimento all’acquisizione delle entrate, all’effettuazione delle spese, all’attività contrattuale e all’amministrazione dei beni — nonché la formulazione di pareri tecnici su strumenti di programmazione, bilancio di previsione, variazioni degli equilibri, rendiconto della gestione, modalità di gestione dei servizi, ricorso all’indebitamento, riconoscimento di debiti fuori bilancio e regolamenti di contabilità.

L’attacco dell’opposizione: incompatibilità e conflitto di ruoli

La critica mossa da PD e M5S si articola su due piani distinti: quello tecnico-giuridico e quello politico. Sul versante normativo, i gruppi di opposizione richiamano l’art. 236 del TUEL in combinato disposto con l’art. 2399 del Codice Civile, secondo cui il revisore deve essere pienamente indipendente dall’ente controllato e dalle sue articolazioni societarie.

Il nodo centrale riguarda il fatto che Venanzi ricopre dal 29 aprile 2025 la carica di presidente del collegio sindacale di Terni Reti, società partecipata al 100% dal Comune di Terni. Secondo l’opposizione, il legame di controllo totale disciplinato dall’art. 2359 del Codice Civile renderebbe tecnicamente incompatibile la contemporaneità dei due incarichi: chi è chiamato a vigilare sulla regolarità contabile del Comune non può, allo stesso tempo, presiedere l’organo di controllo interno di una sua società in house.

PD e M5S sottolineano altresì che, pur esistendo orientamenti giurisprudenziali — come un parere della Corte dei Conti dell’Emilia Romagna — che attenuano la portata dell’incompatibilità nei casi di influenza non dominante, nel caso di Terni la partecipazione totalitaria del Comune in Terni Reti non lascerebbe margini interpretativi. A ciò si aggiunge la circostanza che Venanzi è già sindaco del Comune di Polino, elemento che, secondo i critici, dovrebbe di per sé orientare verso scelte improntate a maggiore terzietà.

Sul piano politico, l’opposizione definisce la nomina il frutto di “un’intesa politica tra il partito del sindaco di Terni e Presidente della Provincia e una parte del centrodestra vicina alla Lega”, contestando che la presidenza dell’organo — a differenza degli altri due componenti sorteggiati — sia di natura puramente fiduciaria.

La replica del sindaco Bandecchi

Il sindaco di Terni Stefano Bandecchi ha risposto alle critiche con toni netti: “La scelta del presidente del collegio dei revisori spetta alla politica e la politica ha scelto”. Bandecchi ha definito Venanzi “uno stimato e preparato professionista” e ha dichiarato di confidare che “svolgerà il suo lavoro in punta di penna e di diritto”. Il primo cittadino ha inoltre respinto le accuse dell’opposizione, definendo le sinistre inclini a “dire tutto e il contrario di tutto” e rivendicando l’impostazione “liberale democratica” della propria amministrazione.

Redazione

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