Violenza e disagio giovanile, Terni al centro del rapporto di “Save the Children”

Il report "Dis(armati)" fotografa il disagio minorile nella città umbra: dai gradoni del centro alle rapine in negozio, magistrati e forze dell'ordine confermano un fenomeno in crescita

La violenza giovanile a Terni finisce sotto la lente di un’indagine nazionale. Il polo ricerca di Save the Children ha inserito la città umbra tra i territori analizzati nel report “Dis(armati). Un’indagine sulla diffusione della violenza giovanile, tra percezione e realtà”, raccogliendo testimonianze di giovani residenti, contributi delle forze dell’ordine, di magistrati e del sociologo e psicologo clinico Giulio Trivelli, esperto in disagio giovanile, dipendenze e relazioni familiari. Il quadro che emerge è quello di una città in cui episodi di risse, aggressioni e rapine si moltiplicano, con un elemento ricorrente: la presenza di armi da taglio.

I ragazzi raccontano: «Ho iniziato a uscire di meno»

Ad aprire il rapporto è la testimonianza diretta di un ventenne ternano: «Ero seduto ai gradoni con i miei amici. Ho visto sei o sette ragazzi litigare, uno è stato preso e sbattuto contro una grata e colpito con una bottiglia rotta alle spalle. Un ragazzo è stato accoltellato allo stomaco e portato in ospedale, altri sono andati anche contro i poliziotti. Da quella volta ho iniziato a uscire di meno a Terni, sto più tranquillo a casa. In certe situazioni anche se non fai nulla puoi ritrovarti in mezzo e va a finire male». Una 19enne ternana aggiunge: «Ho paura, ci sono continue risse ai gradoni anche con i coltelli. Abito in centro ma non mi sento sicura di andare a fare una passeggiata la sera».

Le testimonianze restituiscono la percezione di un centro città percepito come insicuro, in particolare nelle ore serali, con i gradoni diventati epicentro di tensioni ricorrenti.

a violenza giovanile a Terni finisce sotto la lente di un’indagine nazionale. Il polo ricerca di Save the Children ha inserito la città umbra tra i territori analizzati nel report “Dis(armati). Un’indagine sulla diffusione della violenza giovanile, tra percezione e realtà”, raccogliendo testimonianze di giovani residenti, contributi delle forze dell’ordine, di magistrati e del sociologo e psicologo clinico Giulio Trivelli, esperto in disagio giovanile, dipendenze e relazioni familiari. Il quadro che emerge è quello di una città in cui episodi di risse, aggressioni e rapine si moltiplicano, con un elemento ricorrente: la presenza di armi da taglio.

I ragazzi raccontano: «Ho iniziato a uscire di meno»

Ad aprire il rapporto è la testimonianza diretta di un ventenne ternano: «Ero seduto ai gradoni con i miei amici. Ho visto sei o sette ragazzi litigare, uno è stato preso e sbattuto contro una grata e colpito con una bottiglia rotta alle spalle. Un ragazzo è stato accoltellato allo stomaco e portato in ospedale, altri sono andati anche contro i poliziotti. Da quella volta ho iniziato a uscire di meno a Terni, sto più tranquillo a casa. In certe situazioni anche se non fai nulla puoi ritrovarti in mezzo e va a finire male». Una 19enne ternana aggiunge: «Ho paura, ci sono continue risse ai gradoni anche con i coltelli. Abito in centro ma non mi sento sicura di andare a fare una passeggiata la sera».

Le testimonianze restituiscono la percezione di un centro città percepito come insicuro, in particolare nelle ore serali, con i gradoni diventati epicentro di tensioni ricorrenti.

Rapine e aggressioni: i casi più recenti

La cronaca ternana registra una serie di episodi che tracciano un pattern preciso. A gennaio 2025, due ragazzi di 16 e 17 anni — uno ternano, l’altro italiano di seconda generazione — sono stati arrestati per rapina aggravata dopo aver messo a segno dieci colpi ai danni di un commerciante del centro. Qualche anno prima, a Borgo Bovio, un pusher 14enne aveva accoltellato un 17enne per il mancato pagamento di una dose. Nell’autunno scorso, quattro minorenni sono stati denunciati per aver bullizzato, perseguitato, aggredito e minacciato con un coltello un coetaneo.

Violenza di genere e violenza verticale: il quadro si allarga

Il report include anche la denuncia di Andrea Claudiani, che ha retto la procura di Terni fino a settembre: «C’è un enorme aumento dei casi di violenza di genere domestica, dove sono protagonisti anche i giovanissimi. Fatti molto gravi di maltrattamento familiare, sia orizzontali, di violenza maschile contro le donne, sia verticali, quindi in danno dei genitori, soprattutto le madri».

La lettura del sociologo: «La violenza è un linguaggio»

Giulio Trivelli, che segue numerosi adolescenti sul territorio, offre una chiave interpretativa che va oltre la sola dimensione dell’ordine pubblico: «Continuiamo a vedere i ragazzi solo come problemi di ordine pubblico, senza capire che la violenza è spesso il linguaggio di una richiesta di riconoscimento da parte di una generazione che attraversa cambiamenti epocali, senza essere attrezzata e senza trovare punti di riferimento credibili nel mondo adulto». Trivelli lancia quindi un appello diretto alle istituzioni: «Ci facciano uscire dal report per parlare al territorio di quello che accade. I report arrivano poco, ma dovremmo trasferire questa esperienza in qualcosa di fruibile a genitori, ragazzi, insegnanti».

Redazione

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