Denise Marino, cittadina di Terni, ha indirizzato un appello pubblico al sindaco Stefano Bandecchi chiedendo l’assegnazione di un alloggio popolare per sé e per la madre anziana e disabile. La lettera, scritta nei primi mesi del 2026, ripercorre una serie di eventi drammatici iniziati il 2 febbraio 2023, giorno della scomparsa del padre, e culminati in una situazione di grave disagio abitativo che oggi non lascia, secondo la mittente, alcuna via d’uscita alternativa.
La perdita del padre e il collasso finanziario
Tutto ha inizio con il lutto. Rimasta sola a gestire le spese familiari, Denise si trova a dover far fronte a un mutuo insostenibile e alle necessità quotidiane di una madre non autosufficiente, contando unicamente sul ricavato di una piccola attività di rivendita di vino sfuso. Le rate del mutuo vengono progressivamente sacrificate per coprire le spese correnti, fino a quando la situazione debitoria con l’istituto bancario diventa irreversibile.
Per anticipare una procedura esecutiva, Denise decide di mettere in vendita l’immobile a un prezzo inferiore al valore di mercato. Ad agosto 2025 la vendita si conclude: il ricavato permette di estinguere il debito residuo, ma non lascia liquidità sufficiente per acquistare una nuova abitazione.
La convivenza forzata e il ricovero della madre
Senza un’abitazione propria e nell’impossibilità di sostenere un canone di locazione di mercato, Denise accetta la proposta di un amico disposto ad ospitare lei e la madre per un periodo temporaneo. La convivenza, tuttavia, si rivela difficile: uno spazio ridotto condiviso con una persona anziana e con mobilità compromessa genera tensioni quotidiane.
Nel corso della permanenza, la madre accusa un malore acuto e viene ricoverata d’urgenza per ischemia cerebrale. Al risveglio, Denise le promette che non avrebbe fatto ritorno in quella sistemazione precaria. Da quel momento inizia una nuova fase: prima un mese di riabilitazione gratuita presso il centro geriatrico di Terni, poi il trasferimento a pagamento presso la residenza per anziani Villa Giulia di Stroncone, struttura scelta per garantire alla madre un ambiente adeguato al suo stato di salute.
I costi della struttura e la scadenza dell’ospitalità
La permanenza a Villa Giulia viene finanziata attraverso la pensione della madre e i risparmi residui di Denise. Nel frattempo, la ricerca di un alloggio autonomo non produce risultati: i mesi passano, le risorse si esauriscono e l’amico che ospita Denise le comunica una scadenza per lasciare l’abitazione.
È in questo contesto che si inserisce la lettera al sindaco Bandecchi. Denise chiede esplicitamente l’assegnazione di una casa popolare che le consenta di riprendere con sé la madre e uscire da una condizione definita, nelle sue stesse parole, di “grande disagio”. Alla richiesta di alloggio si accompagna quella di un incontro diretto con il primo cittadino: “Chiedo cortesemente di poter avere un incontro anche se brevissimo con il Sindaco e prego che questa mia richiesta sia accolta”, scrive Denise in chiusura.
Seguici su
Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.