Sangraf, Bandecchi incontra i lavoratori e coinvolge il Ministro

Il presidente della Provincia fissa un incontro con le maestranze e scrive a Urso

Stefano Bandecchi pronto ad ascoltare le ragioni dei lavoratori della Sangraf di Narni. In qualità di presidente della Provincia, li riceve giovedì 23 aprile nel suo ufficio a palazzo Bazzani, alle ore 17. Una convocazione arrivata dopo la manifestazione di una delegazione dei lavoratori proprio sotto la sede della Provincia. C’è da cercare una soluzione alla vicenda legata all’azienda narnese, in arretrato con stipendi, manutenzioni e lavorazioni.

Unire gli sforzi

Il presidente della Provincia Bandecchi afferma, congiuntamente con il suo vice Francesco Maria Ferranti, che sulla vicenda Sangraf, come su altre, occorre unire gli sforzi fra istituzioni, sindacati e altri attori a vario titolo coinvolti per aprire un dialogo con il Ministero e affrontare al meglio i problemi, sia per garantire gli attuali assetti economici che per mantenere i livelli occupazionali i quali, in un territorio già gravato da importanti problemi, non possono essere ulteriormente ridotti. “Ho parlato oggi personalmente con alcuni rappresentanti dei lavoratori – afferma Ferranti – ai quali a breve scadrà la cassa integrazione e nei confronti dei quali risulterebbe in ritardo l’ultima mensilità. Ho contattato immediatamente il presidente Bandecchi informandolo della situazione. Il presidente ha prontamente aperto un’interlocuzione con il Ministro Urso e i suoi più stretti collaboratori chiedendo un interessamento diretto al fine di affrontare la questione della fabbrica narnese in tempi rapidi“.

Senza nemmeno l’energia elettrica

Sulla vertenza Sangraf arriva anche una nota dei sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil., che hanno anche chiesto un incontro alla prefetta Antonietta Orlando per coinvolgere anche la Prefettura nella vertenza stessa. “Nei giorni scorsi – dicono – l’azienda era rimasta al buio dati i lavori programmati sulla linea elettrica. Questo nuovo problema per la sicurezza dei lavoratori e del territorio si è determinato al termine del gasolio per i generatori che dovevano alimentare l’elettricità dello stabilimento. Lo stesso, infatti, non è stato riordinato dall’azienda lasciando i lavoratori in presidio di sicurezza alle portinerie senza corrente. Oltretutto questo ha causato anche lo spegnimento dell’illuminazione di segnalazione della torre di abbattimento dei fumi“. Poi, sulle spettanze: “Il 20 aprile, con un ritardo di 10 giorni rispetto all’ordinario pagamento degli stessi stipendi, dovevano arrivare gli attesi pagamenti, che non sono ancora arrivati nonostante le rassicurazioni aziendali. L’organico aziendale si sta riducendo all’osso e, ad oggi, la ripartenza sembra sempre più lontana. Oltre allo stipendio di questo mese si sono accumulati arretrati su fondi pensione, versamenti delle cessioni del quinto e sui contributi previdenziali“. I sindacati di categoria territoriali chiederanno alla prefetta Orlando di affrontare le criticità e sollecitare la richiesta di incontro al Ministero già avviata qualche settimana fa con l’ausilio delle istituzioni locali e dei sindacati nazionali di categoria.

Redazione

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