Cimitero di Terni, un mese di rifiuti davanti alle tombe: “Come vengono spesi i 5,6 milioni dell’appalto?”

Un cittadino documenta con cinque fotografie il degrado nel camposanto gestito da Terni Reti S.r.l., società in-house del Comune con contratto da oltre 5,6 milioni di euro

Marcello Giovannetti, cittadino ternano una lettera aperta al sindaco Stefano Bandecchi una lettera aperta al sindaco di Terni Stefano Bandecchi, per conoscenza alla cittadinanza, denunciando lo stato di abbandono in cui versa il cimitero comunale. Al centro dell’accusa: un cumulo di immondizia — fiori secchi, plastiche e rifiuti organici — rimasto a decomporsi per oltre trenta giorni a pochi centimetri dalle lapidi. Giovannetti definisce senza mezzi termini la situazione un «sacrilegio laico», documentato attraverso cinque scatti fotografici realizzati tra il 4 aprile e il 3 maggio 2026.

La documentazione: cinque settimane di incuria fotografata

Le immagini allegate alla lettera — datate sabato 4 aprile, mercoledì 8 aprile, domenica 19 aprile, domenica 26 aprile e domenica 3 maggio — tracciano la cronologia di un degrado progressivo e mai interrotto. Secondo quanto riferito dal cittadino, i rifiuti accumulati nei pressi delle sepolture hanno generato un odore nauseabondo che, scrive, «offende chiunque si rechi a pregare o a portare un saluto». I resti di fiori secchi, plastiche e rifiuti organici sono stati lasciati, denuncia Giovannetti, «a decomporsi a pochi centimetri dalle lapidi» per l’intero arco temporale documentato.

Il contratto di Global Service e le responsabilità politiche

La lettera individua con precisione la catena di responsabilità. Il Comune di Terni ha affidato a Terni Reti S.r.l. — società in-house, e dunque, scrive Giovannetti, «sotto la Sua responsabilità» — un contratto di Global Service da oltre 5,6 milioni di euro nel decennio. Tra gli obiettivi dichiarati di tale contratto figurano la «manutenzione» e il «supporto all’utenza». È proprio su questi termini contrattuali che il cittadino costruisce la propria accusa retorica al sindaco: «Trasformare un luogo sacro in una discarica maleodorante è questo che Lei intende per “supporto all’utenza”?»

Il precedente del 25 giugno 2025: ingiurie dal vicesindaco

Non è la prima volta che Giovannetti solleva il problema. Il 25 giugno 2025 il cittadino aveva già denunciato pubblicamente il degrado del camposanto ternano. In quell’occasione, riferisce nella lettera, ricevette «solo ingiurie dal Suo Vice Sindaco», fatti per i quali «oggi pende un’iscrizione nel casellario giudiziale». Il silenzio dell’Amministrazione sul merito delle segnalazioni è proseguito nei mesi successivi, definito dallo stesso Giovannetti «se possibile, ancora più violento» delle ingiurie ricevute.

L’accusa: “sputando sulla nostra storia e sul nostro dolore”

La lettera non risparmia giudizi netti sulla condotta dei soggetti responsabili del servizio. Lasciare i rifiuti davanti a una tomba è, scrive Giovannetti, «un gesto di un’inciviltà inaudita». Consentire che quegli stessi rifiuti restino a marcire per un mese ignorando le lamentele dei cittadini è, prosegue, «crudele disprezzo». La conclusione dell’accusa è diretta: «Chi è pagato con i soldi dei Ternani per pulire e non lo fa, sta sputando sulla nostra storia e sul nostro dolore».

La misura della dignità cittadina

Per rafforzare il proprio argomento, Giovannetti ricorre a un parallelo domestico rivolto direttamente all’amministrazione: «Se l’Amministratore di Terni Reti S.r.l. trovasse una simile schifezza davanti all’uscio di casa sua, non aspetterebbe un mese per rimuoverla». Il principio sotteso è esplicitato nella lettera con una formula che sintetizza l’intera denuncia: «La dignità di una città si misura dal rispetto che riserva ai propri defunti».

La richiesta: rimozione e conseguenze per i responsabili

Giovannetti chiude la lettera senza richiedere interlocuzione formale: «Non mi aspetto risposte, mi aspetto che quel mucchio di vergogna sparisca a breve e che chi ha permesso questo scempio ne subisca le conseguenze». La comunicazione si conclude con le parole «Verogna senza fine» ed è firmata in fede dal cittadino, con copia alla cittadinanza di Terni in funzione di pubblica denuncia.

 

Redazione

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