Ll’interrogazione presentata a Palazzo Spada da Marco Celestino Cecconi di Fratelli d’Italia riporta al centro dell’attenzione la gestione degli impianti tecnologici comunali dopo la riorganizzazione avviata alla fine del 2024 Il documento, indirizzato al sindaco e alla giunta, punta a chiarire quali siano i costi sostenuti, come siano stati redistribuiti i servizi e quali risultati siano stati ottenuti rispetto al precedente sistema basato sul global service.
Fino a settembre 2024, la gestione risultava accentrata in capo a un funzionario tecnico con laurea magistrale in ingegneria e qualifica di Energy Manager, incaricato di coordinare un modello integrato. In quel contesto, il servizio di manutenzione veniva affidato tramite gara a un unico operatore, con una spesa annua di circa 200.000 euro, garantendo la copertura completa degli impianti presenti negli edifici comunali. Il sistema comprendeva impianti termici, climatizzazione, rilevazione incendi, antintrusione e fotovoltaico, oltre ad assicurare una gestione unitaria delle attività.
Nel testo si evidenzia come questo approccio garantisse “la manutenzione integrale dell’intero parco impianti”, includendo anche il rinnovo delle forniture energetiche attraverso le convenzioni Consip e la gestione della manutenzione dell’illuminazione pubblica affidata ad ASM Terni S.p.A.. A ciò si aggiungeva il coordinamento per il rinnovo dei certificati di prevenzione incendi, effettuato compatibilmente con le risorse disponibili.
Con la nuova organizzazione, la funzione di Energy Management è stata trasferita alla Direzione Ambiente e assegnata a un diverso funzionario, mentre le attività manutentive sono state redistribuite tra più uffici. In particolare, gli impianti termici risultano oggi gestiti separatamente, mentre le altre tipologie sono confluite nell’Ufficio Manutenzione della Direzione Governo del Territorio. Questo cambiamento viene definito nell’interrogazione come un “approccio alla gestione della manutenzione completamente modificato”, caratterizzato da una suddivisione delle competenze.
Secondo quanto riportato, tale impostazione si discosta da pratiche consolidate nel settore pubblico. Nel documento si sottolinea infatti che “l’approccio generale seguito presso gli Enti di media e grande dimensione” non va nella direzione della frammentazione, ma privilegia modelli integrati per garantire economicità, efficienza e unitarietà gestionale. La scelta di suddividere i servizi, invece, avrebbe introdotto una separazione tra impianti e responsabilità, con effetti da verificare sotto il profilo economico.
L’interrogazione richiede quindi dati dettagliati sui costi sostenuti per ciascuna categoria di impianto, tra cui impianti termici, sistemi di raffrescamento, rilevazione incendi, antintrusione e videosorveglianza, oltre agli impianti solari e fotovoltaici. Viene inoltre chiesto di chiarire la spesa relativa alla gestione degli estintori, che fino al 2024 era pari a circa 26.000 euro annui, indicando anche l’attuale affidatario del servizio.
Un ulteriore punto riguarda il confronto tra il vecchio e il nuovo modello. In particolare, si sollecita una valutazione sui risultati ottenuti dopo quasi due anni di applicazione dello “spacchettamento”, rispetto al periodo 2016-2024, durante il quale il global service assicurava una gestione completa con una spesa media stabile. L’obiettivo è verificare se la nuova organizzazione abbia prodotto benefici concreti in termini di efficienza e contenimento dei costi.
Tra i quesiti posti figura anche quello relativo alla manutenzione dell’illuminazione pubblica, con la richiesta di conoscere l’attuale spesa annua, l’eventuale prosecuzione dell’affidamento ad ASM Terni S.p.A. e lo stato della procedura di project financing annunciata. L’insieme delle richieste mira a fornire un quadro aggiornato sulla gestione dei servizi tecnologici comunali e sulla sostenibilità economica delle scelte adottate.
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