Confcommercio Terni: “Età media alta e permanenza veloce, così il centro muore”

Dati sulla mobilità urbana, eventi e collaborazione pubblico-privato al centro delle proposte per la rigenerazione del centro cittadino

La rivitalizzazione del centro cittadino di Terni passa attraverso una strategia condivisa tra istituzioni, imprese e cittadini, fondata su dati concreti, servizi innovativi e una programmazione di lungo periodo. È quanto sostiene Confcommercio Terni in una nota dedicata al futuro del centro urbano e alle politiche necessarie per rilanciare attrattività, vivibilità ed economia della città.

L’associazione di categoria sottolinea come il tema rappresenti “una priorità per l’intera comunità ternana”, evidenziando la necessità di un confronto stabile tra soggetti pubblici e privati per affrontare le trasformazioni sociali, economiche e urbane che stanno interessando il territorio.

Secondo Confcommercio, il punto di partenza deve essere l’analisi dei dati raccolti attraverso il progetto “Cities”, piattaforma tecnologica attiva dal giugno 2024 che monitora i flussi di presenza nel centro cittadino. Le rilevazioni consentono di analizzare le abitudini dei frequentatori non residenti, distinguendo età, provenienza geografica e tempi medi di permanenza.

I numeri elaborati dall’associazione delineano un quadro preciso delle dinamiche urbane. Durante la settimana, il 49% delle persone presenti nel centro storico ha più di 55 anni, mentre il 60% dei visitatori si trattiene per meno di un’ora. Di questi, il 26% resta in centro non oltre 15 minuti.

Particolarmente significativa viene considerata la bassa presenza della fascia tra i 35 e i 44 anni, individuata come il potenziale segmento “famiglia”, che rappresenta soltanto il 13% delle presenze complessive. Nel fine settimana, invece, si registra un incremento medio del 30% nella fascia giovanile compresa tra i 18 e i 34 anni.

“La messa a sistema di questi dati, con quelli in possesso dell’amministrazione comunale, può orientare in maniera più efficace le politiche urbane integrate”, evidenzia Confcommercio, sottolineando come l’utilizzo delle informazioni raccolte possa contribuire a migliorare attrattività e vivibilità del centro cittadino.

L’associazione pone l’attenzione anche sulla necessità di ampliare l’offerta di servizi presenti nel cuore della città. Per Confcommercio non bastano più negozi, bar e ristoranti per rendere attrattivo il centro urbano, ma servono servizi pubblici efficienti, spazi culturali, attività formative, luoghi di aggregazione e nuove opportunità di socializzazione.

“Terni, come molte città italiane, sta affrontando trasformazioni profonde negli stili di vita e nelle abitudini di consumo”, si legge nella nota, che richiama la necessità di costruire “nuove risposte per tutte le fasce della popolazione”.

Uno dei passaggi centrali del documento riguarda il rapporto tra amministrazione comunale e soggetti privati. Confcommercio richiama il Protocollo d’Intesa per la Rigenerazione Urbana firmato lo scorso anno con il Comune di Terni, sottolineando però come, a distanza di mesi, emerga ancora la necessità di rafforzare la cultura della collaborazione.

“A distanza di un anno emerge che la cultura della collaborazione deve ancora permeare una parte significativa dell’amministrazione comunale”, afferma l’associazione, che chiede maggiore capacità amministrativa, competenze tecniche e una struttura organizzativa capace di sostenere politiche urbane di lungo periodo.

Secondo Confcommercio, le politiche dedicate al centro storico non possono essere “episodiche o frammentate”, ma devono mettere in relazione diversi aspetti della vita urbana, dalla manutenzione dello spazio pubblico alla sicurezza, passando per verde urbano, eventi, promozione territoriale ed economia di prossimità.

Ampio spazio viene dedicato anche alla programmazione culturale e turistica. L’associazione ritiene strategico investire in un calendario continuativo di eventi artistici, musicali e culturali durante tutta la stagione estiva, con l’obiettivo di attrarre pubblico anche da fuori regione.

Confcommercio propone il rilancio del Baravai, “modello da sviluppare ulteriormente attraverso una maggiore integrazione tra pubblico e privato già nella fase progettuale” e che invece sembra destinato ad un lento declino

Confcommercio immagina Terni come “hub di servizi, spettacoli ed eventi culturali serali”, capace di intercettare i flussi turistici regionali e limitare allo stesso tempo l’abbandono della città da parte dei residenti nei mesi estivi.

Nel documento viene infine rilanciato il ruolo strategico del capoluogo ternano all’interno del territorio provinciale e regionale. “Terni deve tornare a esercitare pienamente il proprio ruolo di capoluogo di provincia”, sottolinea l’associazione, ribadendo l’importanza di affiancare al comparto manifatturiero anche il valore dell’economia urbana e della qualità dello spazio pubblico.

Redazione

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