Guerra aperta sulla struttura residenziale per anziani di Cesa Piana a Polino, operante in assenza di qualsiasi autorizzazione. Lo scorso 22 Maggio il sindaco Remigio Venanzi ne aevea disposto la chiusura e lo sgombero entro 5 giorni. La Aps che la gestisce ed è titolare dell’immobile ha però fatto ricorso al Tar per ora ha vinto: i 16 anziani ospiti, per ora possono restare
Tutto ha avuto origine dall’ispezione igienico-sanitaria eseguita il 13 maggio 2026 dai Carabinieri del NAS di Perugia, le cui risultanze sono state trasmesse con nota del 20 maggio al Comune. Al momento del controllo erano presenti 16 anziani ospiti, di cui uno residente nel comune di Polino. La valutazione multidimensionale geriatrica standardizzata condotta dal personale della USL Umbria 2 – Distretto 1 di Terni ha accertato che 12 di questi erano non autosufficienti: cinque con profilo lieve, sei con profilo medio e uno con profilo grave. Solo quattro risultavano autosufficienti.
L’ordinanza sindacale ha rilevato l’assenza dei requisiti minimi previsti dal Regolamento regionale: mancavano un coordinatore responsabile, sistemi di chiamata di soccorso e figure professionali certificate. Elementi che, secondo il primo cittadino, configuravano «una situazione di grave e immediato pericolo per l’incolumità fisica, la salute e la sicurezza degli ospiti stessi», in particolare dei soggetti non autosufficienti. Il provvedimento comprendeva inoltre il divieto assoluto di accettare nuovi ospiti e l’invio in copia a prefettura, NAS, carabinieri, USL Umbria 2 e direzione welfare del Comune di Terni.
Va precisato che il gestore aveva già presentato, il 16 maggio, una domanda di autorizzazione per «residenza servita». L’ordinanza ha tuttavia chiarito che tale richiesta, ancora pendente, non sanava lo stato di abusivismo in atto. Peraltro, la tipologia «residenza servita» non è compatibile con la presenza di soggetti non autosufficienti, che richiedono una classificazione strutturale e assistenziale di ben altro livello.
Il TAR, accogliendo parzialmente la domanda di misure cautelari, ha consentito alla struttura di continuare a ospitare temporaneamente i soli soggetti ritenuti autosufficienti. Contestualmente, i giudici hanno ordinato alle autorità sanitarie il deposito della documentazione medica alla base delle valutazioni, ritenendo necessario chiarire le effettive condizioni di salute degli anziani coinvolti al fine di evitare traumi derivanti da un trasferimento repentino. Il merito del ricorso sarà discusso a fine giugno 2026.
Nell’attesa, il Comune di Polino è stato chiamato dal TAR a concludere il procedimento autorizzatorio pendente e a cooperare con i Servizi sociali della Zona Sociale 10 e con la USL Umbria 2 per individuare soluzioni adeguate e durevoli per gli anziani ospitati. In caso di inottemperanza all’ordinanza sindacale, il primo cittadino aveva già previsto l’esecuzione coattiva con l’ausilio della forza pubblica e la denuncia all’autorità giudiziaria ai sensi dell’art. 650 del codice penale.
Seguici su
Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.
Mi domando da chi è partita la segnalazione e, soprattutto, perché!!?