Domiciliari a Terni per uno scafista della nave Ocean Viking

Il tribunale di Ancona infligge la pena ai due egiziani arrestati dopo lo sbarco di 276 migranti, tra cui 95 minori, nella traversata dalla Libia

il tribunale di Ancona ha emesso la condanna a quattro anni di reclusione per due presunti scafisti egiziani di 23 e 24 anni, arrestati il 20 maggio 2025 dopo lo sbarco della nave Ocean Viking con 276 migranti a bordo, tra cui 95 minori e tre bambini di età inferiore a un anno. La sentenza è stata pronunciata dalla giudice per l’udienza preliminare nell’ambito del rito abbreviato, che ha comportato uno sconto di un terzo della pena rispetto ai 16 anni previsti dal reato senza abbreviazione. Ne riferisce Ancona Today

Secondo l’accusa, i due giovani avrebbero favoreggiato l’immigrazione clandestina aggravata, ricevendo denaro per guidare le imbarcazioni dalla Libia fino al soccorso della nave Ong, muniti di telefoni satellitari e GPS. Le prove chiave includevano i racconti dei migranti e i video registrati durante la traversata, che li avrebbero identificati come responsabili della navigazione.

Alla lettura della sentenza, uno dei due imputati è rimasto in carcere nell’anconetano, mentre l’altro ha ottenuto i domiciliari a Terni, dove un parente ha fornito garanzie. Gli avvocati difensori hanno chiesto l’assoluzione, sostenendo che i loro clienti fossero migranti costretti dai gruppi armati libici a pilotare la barca sotto minaccia, pagando anch’essi la tratta. Hanno invocato lo stato di necessità, valutando l’appello una volta pubblicate le motivazioni della sentenza.

La traversata, partita il 15 maggio 2025 dalla Libia, si è protratta per oltre 40 ore in condizioni estreme, coinvolgendo persone provenienti da diversi Paesi africani e asiatici. La sentenza riapre il dibattito sui cosiddetti “scafisti di necessità”, con la procura che ha confermato un ruolo attivo degli imputati, mentre la difesa li considera vittime quanto chi era a bordo.

Il tribunale ha quindi deciso di accogliere la linea dell’accusa, applicando il beneficio del rito abbreviato e definendo la pena a quattro anni, traendo un equilibrio tra gravità del reato e circostanze attenuanti indicate dalla difesa.

Redazione

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3 mesi fa

Non manca più nessuno

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3 mesi fa

Ah! Anche li scafisti? Non c’è manca niente 🤨

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3 mesi fa

Perfetto stile sinistra, esportare laureati ed importare terroristi

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3 mesi fa

Aumentiamo e importiamo delinquenti? Cos’è diventata sta città?

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