Il Comune di Terni dia un colpo di spugna ai vecchi debiti da parte di cittadini e aziende. Lo può fare dando seguito a quanto stabilisce la nuova legge che dà ai Comuni la possibilità di cancellare i debiti dal 2000 al 2023. Una sorta di condono, invocato da due consiglieri comunali di opposizione, vale a dire Roberto Pastura di Fratelli d’Italia e Guido Verdecchia di Forza Italia. “La nostra città – dicono i due consiglieri che hanno presentato su questo un atto d’indirizzo – ha bisogno di ossigeno, non di altre scuse burocratiche. A Terni i cittadini e le imprese pagano da anni le tasse ai livelli massimi a causa del passato dissesto finanziario e che l’amministrazione Bandecchi non ha mai voluto abbassare. Moltissime famiglie, associazioni e attività commerciali sono ancora schiacciate da questi importi e dal peso di vecchie sanzioni diventate ormai insostenibili“.
“Piene facoltà ai Comuni”
L’atto di indirizzo presentato da Verdecchia e Pastura con la formula dell’urgenza fa seguito a quello del 2 marzo 2026, per chiedere la ‘rottamazione’ delle vecchie cartelle esattoriali. I due consiglieri si ispirano alla legge 88 del 2026, quella che dà ai Comuni questa possibilità . “Vogliamo sgomberare subito il campo – dicono – da qualsiasi scusa tecnica. Questa regola può essere applicata pienamente anche dal Comune di Terni, nonostante la riscossione non sia gestita dall’Agenzia nazionale ma sia affidata a concessionari privati. La legge restituisce agli enti locali tutto il potere e l’autonomia necessari per farlo“. Pastura e Verdecchia incalzano l’amministrazione Bandecchi e fanno sapere: “Su questo, non daremo tregua e vigileremo affinché l’opportunità non venga sprecata per pigrizia amministrativa. Se la giunta lascia scorrere i termini stabiliti dal legislatore senza adottare i provvedimenti necessari, i ternani perderanno un’occasione irripetibile per mettersi in regola, senza farsi ‘strozzare’ da sanzioni che spesso raddoppiano l’importo iniziale“. Come spiegano ancora i due firmatari dell’atto di indirizzo, “non si tratta di fare sconti a chi non vuole pagare, ma di aiutare chi vuole mettersi in regola e non riesce a farlo perché schiacciato da sanzioni, interessi e debiti accumulati nel tempo. È una iniziativa che dà respiro al tessuto socio-economico delle nostre comunità “.
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