Servizi educativi comunali, il CSA RAL attacca: «Manca il confronto, il sindaco chiarisca il futuro della fascia 0-6 anni»

Il CSA RAL interviene sui servizi educativi comunali di Terni e chiede all’amministrazione un confronto sulla pianificazione del settore. Il sindacato sollecita investimenti e si dice contrario a eventuali rinvii nell’apertura dei nuovi plessi scolastici.

Si accende il dibattito sui servizi educativi comunali a Terni. Il CSA RAL, attraverso il segretario provinciale Sergio Silveri, interviene dopo le recenti dichiarazioni del sindaco Stefano Bandecchi e chiede un confronto con l’amministrazione sul futuro del sistema educativo dedicato alla fascia 0-6 anni. Secondo il sindacato, manca una condivisione sulle scelte organizzative e sulla pianificazione dei servizi, considerati strategici per le famiglie e per la città.

La richiesta di un confronto con il Comune

Il CSA RAL spiega di aver chiesto all’amministrazione comunale un incontro già all’inizio di maggio per affrontare le criticità del settore educativo, senza però aver ricevuto finora una risposta. «Vogliamo sottolineare l’alto profilo di tutti i lavoratori e delle lavoratrici del settore – afferma Sergio Silveri –. La pianificazione e l’organizzazione dei servizi educativi rappresentano il futuro della città e della società civile. Per questo vorremmo conoscere la visione dell’amministrazione su un comparto così importante».

«Servono investimenti e più risposte alle famiglie»

Il sindacato auspica un rafforzamento del sistema educativo comunale per rispondere alle esigenze delle famiglie che hanno presentato domanda per i servizi destinati all’infanzia. Tra le richieste avanzate c’è anche quella di ricercare ulteriori finanziamenti regionali e statali per sostenere il settore e ampliare l’offerta educativa.

Contrarietà ai rinvii per i nuovi plessi scolastici

Il CSA RAL esprime inoltre preoccupazione per eventuali slittamenti nell’apertura delle nuove strutture scolastiche ristrutturate grazie ai fondi del Pnrr e ad altri finanziamenti pubblici. «Non è questo che chiede la città – conclude Silveri –. Occorre dare risposte concrete ai cittadini e garantire servizi adeguati per i bambini e le famiglie».

Redazione

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