Ruba le birre in un negozio di Corso Tacito: fermato senza fissa dimora

Un uomo senza fissa dimora è stato fermato dalla Polizia in esecuzione di un’ordinanza del Gip: le indagini hanno ricostruito l’aggressione grazie alle immagini di videosorveglianza.

Un cittadino senza fissa dimora è stato arrestato a Terni dal personale dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico (UPGSP) in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le indagini preliminari (Gip) del Tribunale di Terni, su richiesta della locale Procura della Repubblica. Il provvedimento riguarda una rapina avvenuta alcuni mesi fa in corso Tacito, nel centro cittadino.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’episodio aveva avuto origine all’interno di un esercizio commerciale, dove erano state sottratte alcune bottiglie di birra. Il commerciante, accortosi dell’accaduto, aveva cercato di seguire gli autori del furto per recuperare la merce, ma durante il tentativo era stato aggredito e colpito con una delle bottiglie sottratte dal locale.

L’episodio aveva dato il via a un’attività investigativa condotta dagli agenti della Squadra Mobile di Terni, che hanno ricostruito la dinamica dei fatti attraverso una serie di accertamenti. In particolare, gli investigatori hanno analizzato i sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, riuscendo a raccogliere elementi utili all’identificazione del presunto responsabile.

Le immagini registrate dalle telecamere hanno consentito agli operatori di ricostruire le fasi principali dell’azione e di attribuire la responsabilità dell’episodio alla persona destinataria della misura cautelare emessa dall’autorità giudiziaria.

L’arresto è stato successivamente eseguito grazie anche alla segnalazione di un agente della Polizia di Stato libero dal servizio. L’operatore, riconosciuta la persona ricercata, ha immediatamente informato il personale della Squadra Volante, permettendo agli agenti di intervenire e procedere all’esecuzione del provvedimento.

L’attività investigativa ha permesso di collegare il sospettato alla rapina attraverso un lavoro coordinato tra gli uffici della Polizia di Stato e l’autorità giudiziaria, portando all’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere.

Redazione

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