Alla fine, la visita istituzionale della Regione alla nuova casa di comunità di Terni, finanziata coi fondi Pnrr per un investimento di 4,3 milioni di euro e in funzione da qualche settimana, è diventata quasi il sottoclou di una mattinata dominata dal gelo istituzionale fra la presidente Proietti e il sindaco Bandecchi.
Una inaugurazione tardiva, ma che comunque è servita per fare il punto su cosa offrirà la nuova struttura di viale Trento, che ha portato anche al recupero di due palazzine ex Sim Infanzia.
La struttura, che non è entrata ancora a pieno regime nonostante sia operativa (ci vorranno probabilmente sei mesi), rientra nella programmazione del Distretto sanitario di Terni ell’Azienda Usl Umbria 2 ed è destinata a diventare il principale punto di riferimento sanitario per un bacino di utenza stimato in circa 134mila abitanti, comprendente l’intero comprensorio del Comune di Terni e le aree limitrofe.
Cosa c’è nella struttura
L’obiettivo della struttura, attiva 24 ore su 24 per sette giorni su sette, è superare la storica frammentazione degli ambulatori cittadini, offrendo ai cittadini un luogo unico, accogliente e facilmente riconoscibile. Nella nuova sede sono confluite tutte le attività prima distribuite in diverse zone della città: le prestazioni del Centro di Salute Ferriera di via Giovanni XXIII, il servizio di Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica) prima collocato al parco “Le Grazie”, le Aggregazioni Funzionali Territoriali 3 e 4 (in precedenza tra viale Trento e via Annio Floriano) e alcuni servizi specialistici prima ospitati nella sede centrale di viale Bramante.
All’interno di un unico edificio operano équipe multiprofessionali composte da medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici specialisti, infermieri e assistenti sociali, con l’obiettivo di eliminare per i cittadini la necessità di spostarsi tra uffici e servizi diversi. Il paziente, in particolare se anziano, disabile o affetto da patologie croniche, viene così accompagnato in un percorso di cura personalizzato e integrato, che unisce assistenza clinica, supporto sociale e sostegno alla famiglia.
Alla visita istituzionale hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco di Terni e presidente della Provincia Stefano Bandecchi (che però se n’è andato a metà visita, infastidito) la direttrice Salute e Welfare della Regione Umbria Daniela Donetti, l’assessore regionale Thomas De Luca, i consiglieri regionali Maria Grazia Proietti, Eleonora Pace, Stefano Lisci e Francesco Filipponi, oltre a rappresentanti della Giunta e del Consiglio regionale dell’Umbria.
Sulla stessa linea si è espresso il direttore generale dell’Azienda Usl Umbria 2, Roberto Noto, accompagnato dal direttore sanitario Alfredo Notargiacomo e dal direttore amministrativo Piero Carsili. Noto ha evidenziato l’impatto della struttura per un bacino di utenza di 135mila cittadini, definendo l’apertura della sede di viale Trieste “un’autentica integrazione sociosanitaria” resa possibile dall’abbattimento delle distanze professionali tra medici, infermieri di famiglia e assistenti sociali, chiamati a lavorare “finalmente in sinergia”. Il direttore generale ha inoltre precisato che il cittadino non deve più coordinare da solo le proprie cure né rincorrere impegnative e appuntamenti in diverse sedi della città, potendo contare su un’offerta che spazia dalla prevenzione alla diagnostica di base, dalle visite specialistiche all’assistenza domiciliare.
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