Proietti scrive a Meloni: “Fermi il progetto eolico Phobos”

La presidente dell'Umbria chiede la revoca della Via governativa per salvare l'Altopiano dell'Alfina e Orvieto

La presidente della Regione Umbria Stefania Proietti ha inviato una lettera alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per chiedere un intervento diretto sul progetto di parco eolico “Phobos”, previsto nei territori di Castel Giorgio e Orvieto. L’iniziativa, comunicata nei giorni scorsi, nasce da un mandato unanime dell’Assemblea Legislativa regionale, che lo scorso 9 luglio ha approvato con il voto favorevole di tutti i consiglieri una mozione sul tema. Obiettivo della missiva è ottenere la tutela dell’Altopiano dell’Alfina, area considerata di grande valore paesaggistico e culturale per l’intera regione.

Nella lettera, la presidente Proietti richiama la comune sensibilità istituzionale, al di là degli schieramenti politici, verso la salvaguardia dell’integrità paesaggistica dell’Umbria, terra natale di San Francesco, patrono d’Italia, e di San Benedetto, patrono d’Europa, su cui si fondano le radici culturali del Paese. Proprio su questa base la presidente si appella al Governo a difesa della città di Orvieto e del paesaggio dell’antica Volsinii, già ammirato dagli etruschi. Una tesi completamente sconfessata dall’indagine del quotidiano Il Foglio, che ha anche rivelato come a tirare la volata al blocco siano i ricchi proprietari delle ville nei dintorni e contro la quale si sono espressi anche Ora e Radicali Italiani.

Entrando nel merito tecnico-amministrativo della richiesta, la governatrice chiede l’apertura di un procedimento di riesame finalizzato alla revoca o all’annullamento in autotutela della deliberazione del Consiglio dei Ministri numero 41 del 27 giugno 2023. Con quel provvedimento venne espresso un giudizio positivo di compatibilità ambientale per la realizzazione dell’impianto eolico, superando i dissensi motivati espressi all’epoca dal Ministero della Cultura.

Un elemento centrale della lettera riguarda il confronto con un caso analogo più recente: la Dgr del 10 giugno 2026, con cui è stato revocato in autotutela il parco eolico previsto nel territorio di Viterbo. In quella occasione è stato stabilito il principio secondo cui lo sviluppo delle energie rinnovabili non può giustificare il sacrificio del paesaggio in contesti già territorialmente saturi, un criterio che secondo Proietti dovrebbe valere anche per il caso umbro, superando così l’impostazione del 2023, quando prevalse l’interesse energetico rispetto a quello paesaggistico.

Sulla base di questo cambio di indirizzo amministrativo, la presidente della Regione fa appello all’ampia discrezionalità e al potere di alta amministrazione riconosciuto al Governo, chiedendo di ripristinare il corretto bilanciamento degli interessi in gioco e di evitare una compromissione ambientale irreversibile del territorio. A nome della Giunta regionale e dell’intera comunità umbra, Proietti ha richiesto formalmente e con la massima urgenza l’attivazione dei poteri di riesame previsti dagli articoli 21-nonies e 21-quinquies della legge 241 del 1990, propedeutici all’annullamento o alla revoca della delibera del 2023.

In chiusura della lettera, la presidente propone, in attesa dell’avvio formale del procedimento, la convocazione urgente di un incontro istituzionale presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’obiettivo indicato è quello di coordinare le azioni tra Stato e Regione, nel superiore interesse della salvaguardia del territorio e della corretta conduzione dell’azione amministrativa.

La vicenda si inserisce nel più ampio dibattito nazionale sul rapporto tra transizione energetica e tutela del paesaggio, con la Regione Umbria che chiede ora al Governo di applicare al caso dell’Alfina lo stesso criterio già adottato per il territorio viterbese.

Redazione

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