Comitato difesa ospedale: “Nessun confronto da parte della Regione, solo richiami istituzionali”

Il Comitato per la difesa dell’ospedale di Terni critica il confronto istituzionale sulla programmazione sanitaria e chiede maggiore chiarezza sul futuro dei servizi.

Il Comitato per la difesa dell’ospedale di Terni esprime preoccupazione per il confronto sulla sanità regionale dopo la conferenza stampa della Regione che ha illustrato il progetto del nuovo ospedale chiedendo maggiore collaborazione tra istituzioni e risposte concrete sul futuro della rete ospedaliera. Al centro del dibattito restano la programmazione del Piano sanitario regionale (PSR), la sostenibilità degli investimenti e il ruolo del territorio ternano.

In una nota diffusa nelle ultime ore, il Comitato ha contestato il clima emerso durante l’incontro pubblico, sostenendo che il confronto avrebbe assunto, secondo la propria valutazione, toni più orientati alla rivendicazione delle competenze amministrative che alla ricerca di una soluzione condivisa.

“Più che favorire un confronto leale e utile alla comunità, alcuni interventi sono apparsi concentrati sulla puntigliosa rivendicazione delle competenze amministrative, con tanto di richiamo alla Carta costituzionale”, afferma il Comitato nella nota.

Secondo l’organismo civico, ciò che continua a mancare sarebbe uno spirito di collaborazione istituzionale necessario per affrontare temi che riguardano direttamente cittadini e servizi pubblici. La posizione espressa sottolinea come il confronto sulla sanità non dovrebbe concentrarsi sui confini delle competenze, ma sulla capacità delle istituzioni di individuare strategie comuni.

“Ciò che continua a mancare è uno spirito autentico di collaborazione istituzionale, condizione preliminare per affrontare questioni che riguardano il bene della comunità e non il perimetro, più o meno elastico, delle singole attribuzioni”, si legge nella nota.

Il Comitato utilizza anche un’immagine critica per descrivere l’attuale situazione, parlando della sensazione di assistere a una competizione tra soggetti istituzionali. “La sensazione è quella di assistere a una gara a chi pianta per primo la propria bandierina: esercizio forse utile nei tornei di protagonismo, ma poco adatto a rispondere ai bisogni reali dei cittadini”, viene evidenziato.

Secondo il Comitato, questo tipo di approccio contribuirebbe ad alimentare una crescente sfiducia dei cittadini verso le istituzioni, fenomeno che emergerebbe anche attraverso le numerose discussioni e valutazioni espresse sui social network.

“Di questo deterioramento del rapporto tra cittadini e istituzioni faremmo tutti volentieri a meno”, sottolinea il Comitato per la difesa dell’ospedale di Terni, richiamando la necessità di recuperare un rapporto basato su trasparenza e partecipazione.

Sul piano dei contenuti, il Comitato ribadisce comunque la propria disponibilità ad aprire un confronto con gli enti coinvolti. “Sulle questioni di merito, che restano immutate, il Comitato ribadisce la propria disponibilità a un confronto serio, trasparente e finalmente operativo: un confronto richiesto da tempo e finora mai ottenuto”, afferma la nota.

Tra gli aspetti ritenuti ancora non sufficientemente approfonditi viene indicato il quadro generale nel quale dovrebbe inserirsi l’intervento previsto dal Piano sanitario regionale. Secondo il Comitato, sarebbe mancata una visione complessiva capace di collegare il progetto alla rete dei servizi sanitari territoriali e ospedalieri.

“Ciò che è mancato di più alla presentazione, a nostro giudizio, è la cornice programmatica in cui dovrebbe inserirsi questo intervento (PSR) insieme alla rete delle relazioni funzionali di cui farà parte”, si legge nel documento.

Il Comitato richiama inoltre l’attenzione sulla collocazione del sito individuato, evidenziando la vicinanza rispetto al progetto del nuovo ospedale di Narni-Amelia e ponendo interrogativi sulla pianificazione complessiva del sistema sanitario dell’area.

Un ulteriore elemento indicato riguarda la sostenibilità economico-finanziaria dell’investimento, considerata dal Comitato una condizione essenziale per valutare la concreta realizzabilità degli interventi programmati.

Redazione

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