Il commercio in Umbria sta attraversando una fase di profonda trasformazione, segnata dai cambiamenti demografici, dalla riduzione della popolazione giovane e dall’evoluzione delle abitudini dei consumatori. In questo scenario Confesercenti nazionale prosegue la raccolta firme sulla proposta di legge popolare dedicata alle “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”, iniziativa prevista dall’articolo 71 della Costituzione.
Sul tema è intervenuto Carlo Ghista, presidente provinciale Confesercenti Terni, recentemente riconfermato dall’Assemblea elettiva provinciale del 6 giugno scorso. Secondo Ghista, per comprendere le difficoltà attuali del settore è necessario partire dall’analisi dei cambiamenti sociali che hanno interessato il territorio negli ultimi decenni.
Cambia la popolazione e cambiano i consumi
Uno degli elementi principali evidenziati dal presidente provinciale riguarda la trasformazione della struttura demografica regionale. Negli ultimi venticinque anni l’Umbria ha visto modificarsi profondamente il rapporto tra le diverse fasce d’età, con conseguenze dirette sulle esigenze dei cittadini e sulle caratteristiche della domanda commerciale.
La fascia della popolazione tra 0 e 9 anni è diminuita, passando da circa 66 mila a 55 mila persone. Parallelamente è aumentato il numero degli abitanti tra i 60 e i 69 anni, cresciuti da 105 mila a 124 mila, mentre gli ultraottantenni sono quasi raddoppiati, passando da 41 mila a circa 80 mila residenti.
Questi cambiamenti hanno prodotto nuove necessità per il mercato. Il commercio deve oggi confrontarsi con consumatori diversi rispetto al passato, con esigenze che riguardano prodotti alimentari, abbigliamento, servizi, cultura e assistenza.
L’invecchiamento della popolazione e la modifica della composizione delle famiglie richiedono quindi un ripensamento dell’offerta commerciale, soprattutto nei centri urbani e nei piccoli territori dove i negozi di vicinato svolgono anche una funzione sociale.
La perdita dei giovani pesa sul futuro del settore
Un altro fattore che incide sul commercio regionale è rappresentato dalla mobilità verso l’estero. Tra il 2002 e il 2024 sono stati circa 40 mila gli umbri che hanno lasciato il territorio regionale, con una quota significativa composta da giovani.
La partenza di una parte della popolazione in età lavorativa e di consumo rappresenta una riduzione importante della base potenziale di clienti per le attività commerciali locali.
Secondo Confesercenti, questo fenomeno rende ancora più necessario introdurre strumenti capaci di accompagnare il settore verso una nuova fase di sviluppo, puntando su innovazione, qualità dei servizi e capacità di adattamento.
Il commercio resta un settore strategico per l’Umbria
Nonostante le difficoltà, il commercio continua a rappresentare un comparto fondamentale per l’economia regionale. In Umbria il settore garantisce un contributo rilevante sia in termini di valore prodotto sia per quanto riguarda l’occupazione.
I dati richiamati da Ghista evidenziano la presenza di oltre 29 mila iscritti alla gestione commercianti dell’INPS e di più di 37 mila lavoratori dipendenti che nel corso del 2024 hanno registrato almeno un versamento contributivo.
Numeri che confermano il ruolo centrale delle attività commerciali nel tessuto economico e sociale del territorio. Non si tratta quindi, secondo Confesercenti, di un comparto destinato a ridursi semplicemente per effetto dei cambiamenti in corso, ma di una realtà che necessita di nuove politiche di sostegno.
Rigenerazione urbana e servizi di prossimità al centro della proposta
La proposta di legge popolare promossa da Confesercenti punta proprio a rafforzare il ruolo del commercio locale attraverso interventi dedicati alla rigenerazione urbana e alla valorizzazione dei servizi di prossimità.
L’obiettivo è creare condizioni favorevoli per mantenere vivi i quartieri, sostenere le imprese e garantire ai cittadini servizi essenziali vicino ai luoghi in cui vivono.
Carlo Ghista ha sottolineato l’importanza di una partecipazione ampia alla raccolta firme, invitando cittadini e istituzioni a sostenere l’iniziativa. Per Confesercenti, affrontare le trasformazioni del commercio significa intervenire su un settore che non riguarda soltanto l’economia, ma anche la qualità della vita delle comunità locali.
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