La proposta arriva da Roberto Pastura, capogruppo di Fratelli d’Italia, che a Terni chiede un cambio di approccio nella progettazione urbana per affrontare gli effetti delle alte temperature e dei cambiamenti climatici. L’intervento riguarda il futuro assetto della città e si collega al piano annunciato dall’Amministrazione per il rifacimento delle strade, un programma da oltre 30 milioni di euro che coinvolgerà circa 124 chilometri di viabilità e 1,6 milioni di metri quadrati di superficie stradale. Secondo Pastura, le opere pubbliche dovranno diventare una occasione per ripensare gli spazi urbani e non una semplice riproposizione del modello esistente.
“La grande calura che stiamo vivendo deve suggerirci un’urgenza rispetto alla quale non possiamo più permetterci né l’inerzia né soluzioni vecchie come quello previsto dal piano strade da 30 milioni. Il grande caldo non è più un fenomeno occasionale, è ormai entrato stabilmente nella realtà delle nostre città”, afferma Pastura, evidenziando la necessità di affrontare il tema attraverso strumenti di pianificazione capaci di guardare ai prossimi decenni.
Nel suo intervento, il capogruppo di FdI sostiene la necessità di superare contrapposizioni ideologiche e puntare su una strategia basata sulla sostenibilità urbana e sulla qualità della vita dei cittadini. “Gli ultimi venti anni – dichiara il capogruppo di Fdi Roberto Pastura – li abbiamo persi tra ideologia e negazionismo, ma esiste una terza strada: una visione antropocentrica della sostenibilità, che faccia dell’eco-design e della rigenerazione urbana veri strumenti di pianificazione, mettendo al centro l’uomo, la salute, la qualità della vita”.
La proposta prende spunto anche da alcune esperienze europee già avviate sul fronte dell’adattamento climatico. Vitoria-Gasteiz, in Spagna, ha sviluppato una strategia di infrastrutture verdi urbane collegando parchi, alberature e aree naturali, mentre Leuven, in Belgio, sta lavorando sulla de-impermeabilizzazione degli spazi urbani trasformando il modello stesso delle strade.
Per Pastura, anche Terni dovrebbe adottare una visione differente del verde pubblico, superando l’idea dell’albero come semplice elemento decorativo. “Questi esempi, insieme a tanti altri, dimostrano che anche a Terni dobbiamo smettere di pensare al verde come semplice arredo urbano. Non serve a nulla piantare alberi solo per poter dire quanti ne sono stati piantati”, sottolinea il consigliere.
Al centro della proposta ci sono interventi capaci di rendere la città più preparata agli effetti delle temperature elevate e degli eventi meteorologici estremi. Creare corridoi d’ombra, aumentare le superfici permeabili, realizzare rain garden e aiuole drenanti rappresentano alcune delle soluzioni indicate per migliorare la resilienza urbana.
Il piano prevede anche un nuovo rapporto con la gestione dell’acqua. Secondo la proposta, le precipitazioni intense che si verificano in periodi brevi dovrebbero essere intercettate e valorizzate attraverso sistemi di raccolta e conservazione. L’acqua potrebbe essere infiltrata dove possibile oppure accumulata tramite serbatoi e vasche interrate protette dall’evaporazione, così da consentirne un successivo riutilizzo.
Il tema dovrebbe entrare direttamente nel programma di riqualificazione delle strade cittadine. Pastura evidenzia infatti che un investimento economico di questa portata non dovrebbe limitarsi al rifacimento delle superfici esistenti. “Se spendiamo 30 milioni per rifare le strade esattamente come erano prima commetteremmo un errore imperdonabile e i cui effetti saranno irrecuperabili”, afferma il capogruppo.
Ogni intervento sulla viabilità, secondo la proposta, dovrebbe essere valutato considerando contemporaneamente drenaggio delle acque, materiali utilizzati, presenza di alberature, ombreggiamento, superfici permeabili e mobilità pedonale e ciclabile. L’obiettivo è evitare che le risorse pubbliche vengano utilizzate per ricostruire semplicemente la città del passato.
Da questa impostazione nasce l’idea di un Piano Adaptive Terni 2035, dedicato all’adattamento climatico e alla rigenerazione urbana. Il primo passaggio indicato sarebbe una mappatura delle isole di calore e delle zone maggiormente vulnerabili della città, per individuare gli interventi prioritari.
Il progetto dovrebbe coinvolgere diverse realtà territoriali: Comune, Provincia, istituzioni competenti, ordini professionali, Università, aziende dei servizi pubblici, associazioni e categorie economiche. L’obiettivo è creare una strategia condivisa e continuativa nel tempo, capace di mantenere i risultati anche con il susseguirsi delle amministrazioni.
“Una città capace di utilizzare l’acqua invece di disperderla, di utilizzare gli alberi per creare ombra e non per arredare una fotografia, di progettare strade e piazze pensando alle condizioni climatiche dei prossimi trent’anni e non a quelle degli ultimi trenta”, conclude Pastura, annunciando la presentazione nel prossimo Consiglio comunale di un atto di indirizzo come primo passo operativo per avviare il progett
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“Lo posso scrivere: avendo votato Latini, non è che durante la sua giunta Terni d’estate fosse tutta un’ombra. (Vero anche che si veniva dal fallimento della città nel 2018 grazie alla sinistra, quindi si poteva fare mooolto poco).
Detto questo: ben venga qualsiasi cosa che migliori la vita in città. Per le generazioni attuali e per quelle che verranno.
Finalmente qualcuno che propone un approccio sensato a una questione imprescindibile.
C’è da augurarsi che possa avere un seguito costruttivo!
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