La Regione Umbria, Anci Umbria e le organizzazioni sindacali dei lavoratori del credito hanno firmato un protocollo d’intesa per contrastare la desertificazione bancaria, un fenomeno che interessa soprattutto le aree interne e le fasce più fragili della popolazione. L’accordo prevede la nascita di un Tavolo del credito regionale e di un Osservatorio dedicato al monitoraggio della presenza bancaria sul territorio.
La firma è avvenuta presso la sede della Regione Umbria alla presenza della presidente Stefania Proietti, dell’assessore regionale allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti, del presidente di Anci Umbria Federico Gori e dei rappresentanti delle principali sigle sindacali del settore creditizio.
L’obiettivo principale è fermare la progressiva riduzione dei servizi bancari nei piccoli comuni e nelle zone più periferiche, dove la chiusura degli sportelli rischia di aggravare l’isolamento sociale ed economico dei territori.
“Di sicuro le aree interne non le abbandoneremo”, ha dichiarato la presidente Stefania Proietti durante la presentazione dell’accordo, definendo il protocollo un possibile modello anche per altri servizi pubblici essenziali. Secondo la presidente regionale, la perdita degli sportelli bancari rappresenta una vera e propria emorragia di servizi che può trasformarsi in una perdita di popolazione.
L’Umbria conta infatti 60 comuni su 92 classificati come aree interne, una caratteristica che rende particolarmente rilevante il tema della presenza dei servizi essenziali. Secondo Proietti, queste zone non devono essere considerate territori da abbandonare, ma luoghi sui quali costruire nuove strategie di sviluppo.
Il nuovo protocollo prevede l’istituzione del Tavolo del credito regionale, uno strumento permanente che avrà il compito di monitorare i flussi di finanziamento, sostenere gli investimenti e prevenire situazioni di difficoltà economica e crisi di liquidità.
Accanto al Tavolo nascerà anche un Osservatorio regionale sull’attività bancaria, incaricato di analizzare l’evoluzione del fenomeno della chiusura degli sportelli e di elaborare valutazioni sulla sostenibilità della presenza bancaria in Umbria.
“È il primo protocollo di questo tipo che viene firmato”, ha spiegato Proietti, sottolineando come la particolare conformazione del territorio regionale e l’età media della popolazione rendano ancora più importante mantenere un rapporto diretto con gli istituti bancari.
Secondo la presidente della Regione, il modello umbro potrebbe diventare un riferimento nazionale. L’intenzione è infatti quella di presentare l’esperienza agli altri presidenti regionali durante la Conferenza delle Regioni prevista ad Assisi, con l’obiettivo di promuovere una mozione nazionale.
La situazione attuale evidenzia numeri significativi: 53mila residenti umbri vivono in comuni senza uno sportello bancario, mentre un terzo dei comuni regionali risulta privo di filiali e 24 territori possono contare su un solo sportello.
L’assessore regionale Francesco De Rebotti ha evidenziato come lo sviluppo economico dell’Umbria non possa prescindere dalla tutela delle aree interne, che rischiano un doppio isolamento: quello fisico e quello finanziario.
“Lo sviluppo economico regionale non può stare a guardare le aree interne che rischiano un doppio isolamento, fisico ma anche finanziario”, ha affermato De Rebotti, spiegando che il Tavolo del credito dovrà diventare una sede stabile di confronto e di intervento.
Anche il presidente di Anci Umbria Federico Gori ha sottolineato il legame tra desertificazione bancaria, spopolamento e invecchiamento demografico. Secondo Gori, la collaborazione tra Regione e sindacati potrà consentire di assumere impegni concreti per difendere i servizi nei territori più esposti.
Per le organizzazioni sindacali del credito hanno sottoscritto il protocollo Enrico Simonetti per Fabi Sab, Roberto Contessa per First Cisl Umbria, Giampaolo Ragni per Fisac Cgil Umbria, Mauro Sergnese per Uilca Uil Umbria e Danilo Luchetti per Unisin Umbria.
Mauro Sergnese, segretario generale regionale Uilca Umbria, ha definito l’accordo un passaggio fondamentale per contrastare lo spopolamento dei borghi e delle aree interne. Secondo il sindacato, il mantenimento dei presidi fisici bancari è importante anche per la sicurezza, perché la riduzione degli sportelli può aumentare il rischio di truffe online, soprattutto ai danni delle persone più fragili.
La Uilca ha richiamato anche la campagna nazionale “Chiusura filiali? No, grazie”, avviata nel 2023, ricordando il caso di Castel Ritaldi, dove la chiusura di due sportelli in dieci mesi aveva lasciato cittadini e imprese senza servizi bancari di prossimità.
Il Tavolo regionale del credito sarà attivato nei prossimi mesi e coinvolgerà istituzioni, sistema bancario, imprese, associazioni dei consumatori e realtà impegnate nella prevenzione dell’usura.
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