Gli atti vandalici ai simboli della commemorazione della Liberazione di Terni e delle vittime ternane della Seconda guerra mondiale sono un atto che desta molta preoccupazione. Così Sandro Piccinini, esponente ternano del Partito democratico, il quale ha preso una posizione sui fatti attraverso un post sui suoi profili social. Lui ha preso spunto dalla corona di alloro commemorativa i cui resti sono stati trovati carbonizzati. Atto vandalico e di sfregio, da parte di ignoti che hanno dato fuoco alla stessa, dopo averla staccata dal gancio sulla quale era appesa, sulla parete della facciata del palazzo della biblioteca comunale dove è posta la lapide in memoria della Liberazione di Terni dal nazifascismo. Atto che si unisce a quello avvenuto in via Fratti con lo sfregio sulla lapide che riporta i nomi di tutte le vittime ternane dei bombardamenti, con la sezione provinciale Anppi che ha espresso la sua condanna.
“Terni antifascista“
Anche il fatto avvenuto in piazza della Repubblica con la corona di alloro bruciata è stato visto da molti come un atto di grave mancanza di rispetto per la memoria storica cittadina e per le tante vittime ternane che in tempo di guerra hanno perduto la loro vita, combattendo sul fronte oppure restando uccise sotto di 108 bombardamenti da parte degli alleati subiti dalla città. Quanto accaduto è stato rimarcato così da Piccinini, che è anche un ex consigliere comunale, pubblicando sui social anche le foto della corona di alloro bruciata (che riportiamo). Scrive l’esponente dei Dem, attraverso la sua pagina Facebook: “Un fatto grave? Una ragazzata? Non si può sapere, a meno che non si controllino le telecamere. Qualcuno ha dato fuoco alla corona posta sotto la lapide a piazza della Repubblica che ricorda il 13 giugno 1944 quando Terni fu liberata dai nazifascisti. Un fatto, secondo me, che desta molta preoccupazione. Terni era e rimane sempre una città antifascista“.
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PUrtroppo se non diamo pene certe ecco quello che succede, delinquono tanto che gli fanno li arresti e dopo duo ore so o fuori a fare quello che gli pare e non servono gli ispettori x verificare cosa si fa in tribunale bisogna applicare la legge senza se e senza ma, ora siamo arrivati a dire mi dispiace non lo faccio più, anche io lo dicevo a mamma e papà ma venivo punito, niente amici, niente TV( xchè allora non c’era il Cell) quindi in rapporto galera