I parchi di Terni sono stati recentemente al centro di una serie di controlli mirati per individuare e rimuovere le pericolose esche avvelenate lasciate nei prati e nei giardini pubblici. I Carabinieri Forestali, con il supporto dell’unità cinofila antiveleno di Rieti, sono intervenuti in diverse aree verdi della città, tra cui il Parco Cardeto e i Giardini Pubblici de La Passeggiata, per prevenire potenziali rischi per cani, gatti e, in alcuni casi, anche per i bambini.
Le ispezioni sono state condotte con l’ausilio del cane Asia, una femmina di pastore belga addestrata specificamente per rilevare sostanze tossiche, e del suo conduttore. I militari dell’Arma hanno sottolineato l’importanza di queste operazioni nel contrastare l’abbandono di bocconi avvelenati: «Le unità cinofile antiveleno sono uno strumento fondamentale per contrastare il barbaro fenomeno dell’abbandono di esche e bocconi avvelenati nei parchi urbani», spiegano i Carabinieri Forestali.
Secondo gli investigatori, il fenomeno nasce spesso da tensioni tra frequentatori delle aree verdi e proprietari di animali che non rispettano le regole sulla pulizia. Tuttavia, le conseguenze di questi atti colpiscono indiscriminatamente fauna selvatica, animali domestici e, potenzialmente, anche i bambini.
L’uso di esche avvelenate rappresenta un pericolo non solo per gli animali ma anche per l’ambiente e la salute umana. Niccolò Francesconi, Dirigente Generale del Settore Fondamentale della Guardia Nazionale Ambientale, ha evidenziato la gravità del fenomeno: «Per questo motivo speriamo che questi controlli si estendano sempre di più nei luoghi a rischio, non solo in Umbria ma in tutta Italia. È un problema che, come Guardia Nazionale Ambientale, denunciamo da anni».
Uno dei timori principali riguarda il rischio che queste sostanze possano essere ingerite dai bambini, attratti dal colore o dalla forma delle esche, con conseguenze potenzialmente gravi.
Le operazioni di controllo hanno visto la collaborazione del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare Forestale (NIPAAF) e di una pattuglia dei Carabinieri Forestali di Terni. L’obiettivo è quello di garantire una maggiore sicurezza nei parchi e ridurre il rischio di avvelenamenti. Durante le ispezioni, diversi passanti si sono avvicinati ai militari per chiedere informazioni e manifestare il proprio sostegno.
Seguici su
Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.
Che poi non è colpa dei cani ma dei grandissimi zozzi dei padroni.
Il cane poverino non c’è tra nulla!!!!