Le proteste civiche e la recente assemblea pubblica in commissione a Palazzo Spada hanno dato un primo risultato per i residenti di Collepaese: la disponibilità di Inwit ad individuare siti alternativi per l’antenna 5g. La questione è caldissima perchè i residenti avevano anche incontrato il sindaco Bandecchi, che aveva aperto alla richiesta di nuove misurazioni.
La disponibilità è emersa dopo l’incontro che Inwit ha avuto con i residenti a seguito dell’infuocatissimo incontro in commissione dove questi ultimi hanno espresso le loro ragioni anche dinanzi all’Arpa. La mobilitazione dei residenti ha portato alla raccolta di quasi mille firme contro l’installazione nel sito attualmente previsto.
L’avvocato Antonio De Angelis, legale del Comitato spontaneo, ha chiarito la posizione dei residenti: “La nostra non è una battaglia contro il progresso e le nuove tecnologie. Il Comitato non chiede che l’antenna non venga realizzata, ma che venga realizzata in un sito maggiormente distante dalle abitazioni e di minor impatto per il paesaggio”. Secondo il legale, “la zona si caratterizza per numerose ed estese aree prive di abitazioni e di minore impatto paesaggistico, trovare una soluzione alternativa è possibile, basta volerlo”.
La timida apertura dell’azienda installatrice apre un barlume di speranza ma ovviamente tutto resta ancora in ballo anche perchè proprio in commissione Arpa Umbria ha ribadito che “non c’è una distanza minima da rispettare, l’importante è che sia rispettato l’obiettivo di qualità per i 15 volt/metro”. L’agenzia regionale “valuta lo studio di impatto elettromagnetico con un’analisi molto conservativa perché fatta ipotizzando l’utilizzo alla massima potenza”, dopo di che “rifaccia ex novo l’analisi con i nostri strumenti, in autonomia. Finora tuttavia non abbiamo mai trovato valori superiori al limite”.
La richiesta di Verdecchia
Sulla vicenda si è espresso Guido Verdecchia, consigliere del Misto con un atto di indirizzo: “La mobilitazione dei cittadini ha avuto effetti positivi, ma ora è il momento di passare dalle parole ai fatti,” ha dichiarato Verdecchia. L’atto chiede che il cantiere di Strada dei Mandrilli venga “congelato” finché non sarà ufficialmente definita una nuova localizzazione per l’antenna.
Verdecchia ha avvertito che la disponibilità a “valutare” nuovi siti potrebbe essere solo una mossa per calmare gli animi, senza risultati concreti. “Non possiamo permetterci di abbassare la guardia,” ha aggiunto, temendo che tra qualche settimana o giorni si possa sentire dire che le alternative non sono adeguate e che i lavori riprenderanno nel sito iniziale. L’Amministrazione, secondo Verdecchia, non deve restare passiva ma deve adottare un protocollo chiaro che garantisca il rispetto delle decisioni.
Nell’atto di indirizzo, il consigliere ha formulato tre richieste precise:
- Moratoria tecnica: Un provvedimento che vieti la ripresa dei lavori nel sito attuale fino a quando non saranno completate le verifiche tecniche sui nuovi terreni proposti.
- Supporto ai cittadini: Gli uffici tecnici comunali devono affiancare il Comitato dei cittadini nel processo di verifica dell’idoneità dei terreni alternativi, eliminando ogni possibile alibi per il gestore.
- Vincolo di risultato: Una garanzia che nessun mezzo possa entrare nel cantiere di Strada dei Mandrilli se non per smantellare la struttura attuale, una volta che sarà individuato il nuovo sito.
Verdecchia ha concluso il suo intervento con un appello alla politica locale: “La soluzione equilibrata di cui tutti parlano deve essere costruita con atti amministrativi, non con dichiarazioni o strette di mano. Se l’Amministrazione è davvero intenzionata a tutelare il borgo e i residenti, deve subito accogliere questa proposta e blindare il risultato.”
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