La Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici ha bloccato l’ordinanza del Comune di Lugnano in Teverina che prevedeva l’abbattimento di 73 alberi più 4 potature in area vincolata. Il provvedimento, firmato dal sindaco Alessandro Dimiziani, era stato emesso per ragioni di sicurezza dopo che numerose perizie tecniche avevano certificato la pericolosità delle alberature. La controversia oppone le esigenze di tutela dell’incolumità pubblica alla salvaguardia del paesaggio del borgo, iscritto tra i più belli d’Italia.
L’organo governativo ha intimato al Comune di sospendere qualsiasi iniziativa prima di ricevere e valutare la documentazione tecnica completa. Nella comunicazione ufficiale si legge: “L’esecuzione dell’intervento non dovrà avvenire prima che (…) abbia ricevuto la suddetta relazione tecnica e abbia dato riscontro a codesti uffici comunali”.
La Soprintendenza sollecita un approccio selettivo anziché generalizzato, richiedendo al Comune di valutare lo stato di salute degli alberi storici che fanno da cornice al centro storico uno per uno. L’ente scrive: “Evidenziato che in esito all’esecuzione dell’intervento si otterrà inevitabilmente una rilevante alterazione del paesaggio, la scrivente auspica che (…) sia programmata anche una indagine strumentale suppletiva volta ad escludere ogni ragionevole alternativa che possa limitare il numero degli abbattimenti, riducendo, almeno in parte, l’entità dell’intervento”.
Centrale nella questione è la richiesta di compensazione ambientale. La Soprintendenza stabilisce: “In ogni caso questo ufficio richiede che sia trasmesso quanto prima un nuovo progetto di compensazione in cui il reimpianto delle nuove essenze arboree sia almeno corrispondente a quello degli alberi abbattuti e che questi ultimi vengano sostituiti con piante già adulte con garanzia di pronto attecchimento”.
Festeggiano gli ambientalisti
Il Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), associazione ambientalista che ha allertato la Soprintendenza sulla vicenda, ha dichiarato: “È avvenuta l’intimazione al Comune di Lugnano in Teverina di sospensione di qualsiasi iniziativa di taglio di ben 73 alberi (+ 4 potature) in area tutelata con vincolo paesaggistico“.
Il sindaco Dimiziani ha replicato con fermezza, sottolineando le responsabilità amministrative legate alla sicurezza dei cittadini. “L’Amministrazione comunale ha risposto immediatamente con indicazioni certe e sostanziali ben cosciente di tutto l’iter avviato per la situazione dei pini fondato su elementi certi e reali. Siamo pienamente consapevoli del valore storico e ambientale di questi alberi e dispiaciuti per il loro decadimento. Allo stesso tempo, però, non si possono ignorare i rischi concreti che la situazione comporta, sia per i pedoni sia per gli automobilisti”, ha dichiarato.
Il sindaco replica
Il primo cittadino ha richiamato un episodio recente per rafforzare la propria posizione: “A ciò si aggiunge il grave episodio di sabato notte scorso, quando un albero di grandi dimensioni è improvvisamente crollato proprio in quel punto. Solo per una fortunata coincidenza non si sono registrate conseguenze, poiché il tronco si è riversato nell’area sottostante. Se l’albero di tali dimensioni investiva un bambino, un automobilista, un anziano o chiunque altro passava in quel tratto?”
Dimiziani ha evidenziato come il transito in quel tratto di strada sia diventato “estremamente difficoltoso, costringendo gli utenti a continue e pericolose manovre per evitare ostacoli e criticità”. La pericolosità sarebbe stata documentata attraverso relazioni e perizie redatte da tecnici ed esperti incaricati.
Sul fronte della ripiantumazione, il sindaco ha assicurato: “Riguardo alla rimessa a dimora è altrettanto scontato, in quanto amministratori e non appassionati di motoseghe, che sarà predisposto un progetto di ripiantumazione che sia il migliore possibile, per rendere l’ingresso del paese ancor più idoneo e integrato alla bellezza dei luoghi, anche in virtù anche del progetto di riqualificazione per il miglioramento della sicurezza stradale, che entro fine anno vedrà la luce con la realizzazione di una rotonda in via Roma“.
L’amministrazione comunale ha trasmesso ieri una comunicazione alla Soprintendenza aspettandosi una risposta rapida. “La sicurezza non può attendere tempi burocratici lunghi. L’ordinanza va avanti. Chi vuole impugnare l’ordinanza dovrà rivolgersi al TAR assumendosi poi però tutte le responsabilità e conseguenze in caso di eventi sinistri su cittadini e utenti. Non sarà di certo il sindaco a risponderne”, ha concluso Dimiziani.
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