Nel 2024 la provincia di Terni ha registrato un reddito disponibile pro capite di 20.660,55 euro, a fronte di una media nazionale di 23.155,09 euro e di un valore regionale di 22.524,77 euro. Il dato emerge dall’elaborazione della Camera di Commercio dell’Umbria su dati e rapporto Unioncamere-Centro Studi Guglielmo Tagliacarne e colloca la provincia al 67° posto nella graduatoria nazionale, con un guadagno di una posizione rispetto all’anno precedente. Il miglioramento di ranking segnala un recupero parziale, ma non cancella la distanza strutturale che separa Terni dal resto del sistema produttivo regionale e nazionale.
Il reddito disponibile delle famiglie è la grandezza che misura con maggiore precisione la capacità effettiva di spesa dei nuclei familiari: si calcola sottraendo ai redditi percepiti le imposte e i contributi versati, e sommando pensioni, prestazioni sociali e trasferimenti pubblici ricevuti. È la cifra con cui le famiglie ternane affrontano consumi quotidiani, servizi, istruzione, salute e risparmio.
Una crescita del 2,52%: sotto la media nazionale e regionale
Il reddito disponibile complessivo delle famiglie della provincia di Terni ha raggiunto nel 2024 oltre 4,45 miliardi di euro, con una crescita del 2,52% rispetto all’anno precedente. Il dato è inferiore alla media nazionale (+3,03%), alla media del Centro (+3,06%) e, in misura ancora più marcata, alla crescita registrata dalla provincia di Perugia (+3,24%). La traiettoria è positiva, ma il ritmo di avanzamento resta più contenuto rispetto ai principali riferimenti comparativi.
Il contributo del mercato del lavoro ha rappresentato, su scala regionale, un fattore importante nella crescita del reddito disponibile: l’occupazione in Umbria nel 2024 è aumentata a un ritmo superiore alla media nazionale, anche grazie all’apporto del settore turistico. Tuttavia, la distribuzione di questi effetti tra le due province non appare uniforme, e il dato ternano suggerisce che questa spinta si sia manifestata in modo più attenuato nel territorio provinciale.
Il divario con Perugia: 2.490 euro per abitante
Il confronto tra le due province umbre è il dato più significativo dell’intera analisi territoriale. Tra Perugia (23.155,93 euro pro capite) e Terni (20.660,55 euro pro capite) esiste una differenza di oltre 2.490 euro per abitante, equivalente al 10,75% del valore ternano. Non si tratta di uno scarto congiunturale: la differenza nei tassi di crescita — 3,24% contro 2,52% — indica che il divario interno alla regione tende a mantenersi nel tempo, e che le due province si muovono lungo traiettorie di sviluppo sensibilmente diverse.
Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, ha evidenziato come il reddito disponibile misuri “la distribuzione delle opportunità e la possibilità concreta di guardare al futuro con maggiore fiducia”, richiamando la necessità di “ridurre i divari che ancora persistono” all’interno della regione. Il riferimento al contesto interno umbro rimanda direttamente al caso ternano.
Terni nel quadro regionale e nazionale
Nonostante le criticità relative, la provincia di Terni mantiene una posizione nettamente superiore a quella delle regioni del Mezzogiorno. La Calabria, ultima nella graduatoria regionale con 16.795,92 euro pro capite, si colloca circa 3.865 euro al di sotto del dato ternano. Terni si inserisce quindi nella fascia medio-bassa del Centro-Nord, al di sotto della media nazionale di circa 2.494 euro (–10,77%), ma lontana dalle aree di maggiore fragilità economica del Paese.
Il recupero di una posizione in graduatoria nazionale — da 68° a 67° posto — è un segnale modesto ma non privo di significato: indica che, in termini relativi, la provincia ternana ha retto il confronto con una parte delle province italiane. Resta tuttavia aperta la questione della competitività strutturale del territorio, che richiede un rafforzamento della base produttiva e occupazionale per tradurre la tenuta congiunturale in una crescita più stabile e distribuita.
Il peso di Terni nell’economia umbra
La provincia di Terni contribuisce con oltre 4,45 miliardi di euro al totale regionale di 19,197 miliardi di euro, pari a circa il 23% del reddito disponibile complessivo delle famiglie umbre. Perugia, con 14,74 miliardi, copre la parte restante. Questo squilibrio quantitativo riflette anche le differenze demografiche tra le due province, ma testimonia come il peso economico della provincia meridionale dell’Umbria resti contenuto rispetto al capoluogo regionale.
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