Nel suo intervento ha messo in relazione il tema del verde con quello delle imprese. Perché questo collegamento è così importante a Terni?
Perché Terni è una città industriale, un dato ineludibile. Le imprese incidono profondamente sul territorio, ma oggi viviamo una grave distorsione: gli impatti ambientali si producono qui, mentre i benefici legati alle compensazioni spesso si distribuiscono altrove. Questo squilibrio va affrontato.
Lei ha fatto un esempio molto concreto su questo tema. Può riprenderlo?
Un’azienda può migliorare il proprio bilancio ambientale acquistando un bosco molto lontano, magari all’estero. Formalmente è corretto, ma il territorio locale che ospita quell’azienda non riceve alcun beneficio diretto. La compensazione funziona sulla carta, ma non nella realtà cittadina.
Quindi il tema non è solo ambientale, ma anche territoriale e politico?
Esattamente. Se Terni mette a disposizione il proprio territorio per attività produttive e produzione di energia, è giusto che una parte significativa dei benefici torni indietro. Trattenere le risorse a livello locale è fondamentale per poterle reinvestire in una vera qualità urbana e ambientale.
Lei ha collegato questo discorso anche al piano regolatore. Perché lo considera un passaggio cruciale?
Perché l’attuale piano regolatore, è stato adottato nel 2004, approvato nel 2008, è figlio di un’epoca ormai superata. Nel frattempo le condizioni economiche, ambientali e sociali sono profondamente cambiate e non possiamo più governare il futuro della città usando strumenti obsoleti.
Ha parlato di una trasformazione profonda, quasi strutturale. Cosa implica questo cambiamento?
Implica la necessità di rivedere completamente l’impianto urbanistico. Non bastano piccoli aggiustamenti: ambiente, salute, cultura, bellezza, economia e decoro devono diventare il fulcro della nuova pianificazione. Senza questo salto di livello, ogni iniziativa resterà isolata e incapace di produrre un cambiamento reale.
Nel suo intervento ha richiamato anche il tema delle risorse energetiche e dei canoni idrici. Perché è un nodo così importante?
Perché Terni produce energia e ospita infrastrutture idroelettriche di grande valore, ma non riceve un ritorno economico proporzionato. Per finanziare politiche serie sul verde e sulla qualità urbana, è indispensabile trattenere queste risorse sul territorio e reinvestirle in modo strategico. Senza questo passaggio, qualsiasi progetto rischia di non avere basi solide.
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