Michele Rossi (Umbria Civica): Rigenerare Terni a partire dal paesaggio

Dagli spazi dismessi al fiume Nera fino ai parchi: rendiamoli nuovi luoghi di vita e di cultura

Michele Rossi (Umbria Civica)

Nel suo intervento ha definito il verde una infrastruttura strategica. Cosa significa concretamente?
Significa riconoscere che il verde non è più una componente estetica della città, ma qualcosa che tiene insieme diversi aspetti fondamentali: ambiente, salute, cultura, economia e qualità urbana. Non è un elemento decorativo, ma una struttura che contribuisce a definire il modo in cui una città funziona e viene vissuta.

Ha detto anche che Terni potrebbe diventare un laboratorio. Perché proprio qui?
Perché Terni è una città che ha bisogno di rigenerarsi. La sua storia industriale ha lasciato spazi dismessi, frammenti urbani e situazioni che oggi rappresentano un problema ma anche un’opportunità. In questo senso il verde può diventare il motore di una trasformazione: non un’aggiunta, ma lo strumento progettuale per costruire nuovi luoghi di vita.

Nel dibattito ha citato lex Gruber. Che tipo di intervento immagina in questi spazi?
Spazi come l’ex Gruber sono emblematici perché rappresentano esattamente questo passaggio. Non basta recuperarli dal punto di vista edilizio: bisogna ripensarli come luoghi di relazione, dove il verde diventa protagonista e genera nuove funzioni, nuovi usi, nuove modalità di vivere la città.

Il verde, quindi, cambia anche il modo in cui si usano gli spazi?
Sì, profondamente. Quando il verde entra in modo strutturale in un progetto urbano, cambia la qualità degli spazi, li rende più vivibili, più accessibili, più adatti alla socialità. Non è solo una questione ambientale, ma anche culturale.

Nel suo intervento si percepisce anche una forte connessione tra verde e rigenerazione urbana.
Perché sono due processi che si intrecciano. Non si può pensare di rigenerare la città senza mettere il verde al centro, soprattutto in un contesto come quello ternano. È lì che si gioca la possibilità di costruire una nuova qualità urbana.

Qual è la direzione per il futuro?
Usare il verde come leva progettuale. Non aggiungerlo alla fine, ma partire da lì per immaginare nuovi spazi, nuove relazioni e una città più equilibrata e vivibile. Come Umbria Civica abbiamo apprezzato questa e le iniziative fin qui da voi promosse. Il metodo è quello giusto: dialogo, rispetto e ascolto. Un approccio che oggi rappresenta un valore aggiunto nel dibattito pubblico ternano e che può contribuire a ricostruire un rapporto solido tra i cittadini.

Redazione

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