Si accende il confronto politico sul futuro del Tribunale di Terni dopo il voto espresso in Consiglio comunale sull’atto di indirizzo presentato dai gruppi di opposizione per contrastare l’ipotesi di soppressione del presidio giudiziario cittadino. Il gruppo consiliare del Partito Democratico ha criticato duramente la scelta del sindaco Stefano Bandecchi e della maggioranza, accusandoli di non aver difeso un’istituzione considerata strategica per l’intera Umbria meridionale.
L’atto, presentato dai gruppi Pd, Movimento Cinque Stelle e gruppo misto, chiedeva un impegno formale dell’amministrazione comunale per contrastare la proposta avanzata dall’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) relativa a un possibile riordino degli uffici giudiziari, scenario che potrebbe coinvolgere anche la sede di Terni.
Secondo il gruppo consiliare del Pd, la bocciatura della proposta rappresenterebbe “un voto contrario incomprensibile” e un segnale di mancata attenzione verso le conseguenze che un eventuale ridimensionamento del tribunale potrebbe avere sul territorio.
“Desta stupore e profonda preoccupazione l’esito del voto in Consiglio comunale e l’atteggiamento del sindaco Bandecchi e della sua maggioranza”, dichiarano i consiglieri democratici, sottolineando come il documento nascesse dalla necessità di rispondere rapidamente alle ipotesi di riorganizzazione avanzate dall’ANM.
Nel comunicato diffuso dal Pd viene inoltre ricordato come l’Ordine degli avvocati abbia già espresso forte preoccupazione rispetto alle possibili ricadute di una soppressione del tribunale ternano, evidenziando il rischio di rallentamenti nei procedimenti giudiziari e di conseguenze significative per cittadini, professionisti e imprese.
I consiglieri di opposizione parlano di “paradosso politico e istituzionale”, sostenendo che, mentre professionisti e rappresentanti del mondo economico chiedono di difendere il presidio giudiziario, l’amministrazione comunale avrebbe scelto di non esprimere formalmente contrarietà alla proposta di riordino.
Nel documento il Pd definisce il Tribunale di Terni “un presidio irrinunciabile di legalità” per tutto il territorio dell’Umbria meridionale, evidenziando le possibili ripercussioni derivanti da una sua eventuale soppressione.
Secondo quanto sostenuto dai consiglieri democratici, le criticità riguarderebbero diversi ambiti. Per i cittadini e le famiglie, viene richiamato il rischio di una riduzione dell’accesso alla tutela giurisdizionale effettiva prevista dalla Costituzione. Per imprese e lavoratori, invece, il timore riguarda la perdita di un riferimento giudiziario considerato importante per il sistema economico locale.
Un ulteriore elemento evidenziato riguarda il possibile aumento del carico di lavoro su altre sedi giudiziarie, in particolare quella di Perugia, già ritenuta gravata da criticità strutturali e organizzative.
Il gruppo Pd critica in particolare la bocciatura dei punti dell’atto che impegnavano la Giunta comunale a esprimere una formale opposizione nei confronti del Ministero della Giustizia e a predisporre un documento tecnico a sostegno della permanenza del tribunale a Terni.
La discussione sul futuro del presidio giudiziario ternano resta quindi aperta, mentre il tema continua a generare un acceso confronto politico e istituzionale sul ruolo strategico del tribunale per il territorio.
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