Niente privatizzazione di servuizi educativi pubblici, nessuna speculazione, nessuna perdita di risorse educative pubbliche. Dopo le posizioni dure prese dai Giovani democratici e dal coordinamento donne della Cgil nei confronti dell’esternalizzazione a privati di due asili comunali, c’è la replica del sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, il quale respinge tutte le accuse. Parla di un’esternalizzazione fatta con gara a evidenza pubblica e nell’ottica di sopperire alle attuali carenze proprio nell’ottica di un miglioramento dei servizi educativi anche per le famiglie. “Da giorni – dice Bandecchi – è in atto su questa cosa una campagna strumentale e ideologica che parla di una presunta privatizzazione degli asili nido comunali. Una campagna alimentata non a caso dai partiti di sinistra, da alcune organizzazioni sindacali fortemente di parte e da chi opera nell’ombra. Una serie di chiacchiere basate su alcune bugie colossali, che lasciano intendere un trasferimento, inesistente, di risorse dal Comune al concessionario e che addirittura già tracciano l’identikit del concessionario medesimo“.
Posti in più
Il sindaco di Terni spiega che le cose stanno in maniera diversa, da come vengono descritte. Sostiene che la sua aministrazione comunale sia fortemente impegnata nelle politiche a sostegno delle famiglie e nel contrasto alla denatalità. “Andiamo a riaprire – dice – due strutture da anni chiuse, mettendo a disposizione delle famiglie 39 posti per i nuovi nati: 24 al Peter Pan e 15 al nido aziendale di via Cadore“. In questo modo, come spiega ancora Bandecchi, si risolve anche il problema della mancanza di personale interno: “Lo facciamo attraverso una concessione. Si farà una gara pubblica, tutta da aggiudicare nell’ambito di precise garanzie per l’utenza e nel criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa“. Bandecchi spiega che i privati (che non saranno necessariamente cooperative) gestirebbero i due asili alle stesse condizioni delle altre realtà comunali, con la stessa offerta formativa, gli stessi servizi, le identiche tariffe e le stesse agevolazioni. “Nessuna speculazione, nessun business. E’ chiarissimo che il Comune non erogherà denaro al concessionario, tanto meno un milione e mezzo, che è semplicemente la cifra della concessione“. Come spiega il primo cittadino di Terni, il concessionario avrà la possibilità di poter utilizzare in autonomia imprenditoriale le strutture concesse, ma in un ambito ben delineato dalla concessione”.
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