Laura Pernazza (Consigliere Regionale Assemblea Legislativa dell’Umbria) – I cittadini chiedono risposte chiare e tempi certi sulla sanità ternana

Liste d’attesa, mobilità passiva e nuovo ospedale: senza decisioni rapide la città rischia di restare ancora indietro

Laura Pernazza

Perché oggi serve maggiore chiarezza da parte della politica?

Perché i cittadini chiedono risposte concrete sulla sanità pubblica e hanno diritto a conoscere quali decisioni si intendono prendere. Oggi invece vediamo molta confusione e poca trasparenza. Su un tema così importante non si può procedere attraverso indiscrezioni o notizie lette sui giornali. Serve un confronto chiaro con il territorio, con il Consiglio regionale e con tutte le realtà coinvolte. Quando si parla del futuro della sanità ternana non si possono lasciare cittadini e operatori sanitari in una situazione continua di incertezza. La politica deve assumersi la responsabilità di spiegare chiaramente quali sono gli obiettivi, i tempi e le scelte che si intendono portare avanti.

Nel suo intervento ha parlato delle difficoltà che oggi vive la sanità umbra.

Sì, perché il problema non riguarda soltanto il nuovo ospedale. Ci sono criticità che i cittadini vivono ogni giorno: liste d’attesa sempre più lunghe, difficoltà nell’accesso ai servizi, carenza di personale e crescente sfiducia verso il sistema sanitario pubblico. È evidente che oggi la sanità umbra sta attraversando una fase delicata e servono scelte rapide e concrete per evitare un ulteriore peggioramento della situazione. Le persone chiedono soprattutto risposte tempestive e servizi efficienti.

Quanto pesano le liste d’attesa e la mobilità passiva?

Pesano tantissimo. I dati ci dicono che le liste d’attesa sono aumentate e che sempre più cittadini umbri scelgono di curarsi fuori regione. Questo significa che il nostro sistema sanitario sta perdendo capacità attrattiva: quando una persona decide di andare in un’altra regione per curarsi vuol dire che non trova risposte sufficientemente rapide sul proprio territorio. È un problema serio che riguarda la qualità dei servizi e la fiducia dei cittadini nella sanità pubblica. Inoltre la mobilità passiva rappresenta anche un costo importante per il sistema sanitario regionale.

Ha criticato anche il metodo con cui si sta affrontando la questione del nuovo ospedale.

Sì, perché dopo oltre un anno e mezzo ancora non esiste una scelta definitiva sulla localizzazione. Nel frattempo continuano a emergere ipotesi diverse senza che ci sia una comunicazione chiara verso il Consiglio regionale e verso il territorio. Questo crea incertezza, rallenta il percorso e alimenta confusione. Su un’opera così importante serve invece una linea chiara e una programmazione seria: non si può continuare a discutere senza arrivare a decisioni concrete.

Quali aspetti ritiene siano stati sottovalutati nello studio sulla localizzazione?

Penso soprattutto al rapporto con l’università. Un ospedale moderno non può prescindere dalla presenza universitaria, dalla formazione degli specializzandi e dalla capacità di attrarre nuovi medici e professionisti sanitari. Ospedale e università devono continuare a lavorare insieme perché formazione, ricerca e assistenza sanitaria sono aspetti strettamente collegati. Questo è fondamentale anche per mantenere competitivo il sistema sanitario ternano nei prossimi anni e garantire la presenza di professionalità qualificate.

Quanto è decisivo il fattore tempo?

Tanto. Tutti vorrebbero l’ospedale migliore possibile, ma bisogna confrontarsi con la realtà. Se una soluzione richiede tempi troppo lunghi rischia di non rispondere ai bisogni immediati della città. Oggi Terni ha bisogno di interventi concreti in tempi ragionevoli. Rimandare significa lasciare cittadini e operatori sanitari in una situazione di precarietà che dura ormai da troppo tempo.

Ha parlato anche del project financing.

Io credo che non si debba escludere nessuno strumento a priori. Da sindaco ho realizzato opere importanti attraverso il project financing e so che, se gestito correttamente, può essere uno strumento utile. La vera questione è capire quale soluzione consenta di realizzare l’opera nel modo più efficace, sostenibile e controllabile nel tempo, evitando approcci ideologici e valutando concretamente tempi, costi, possibilità di finanziamento e interesse pubblico. Quello che oggi i cittadini chiedono alla politica è soprattutto capacità decisionale.

Ha accennato anche ad altre criticità della sanità ternana.

Certo, perché il tema non riguarda soltanto il nuovo ospedale. Esistono diverse criticità aperte che interessano l’intero sistema sanitario ternano e che richiedono una visione strategica complessiva. Penso, ad esempio, all’ipotesi di accorpamento della Usl con il conseguente trasferimento della sede a Foligno, al rischio di chiusura/ridimensionamento Domus Gratiae, fino alla questione legata al progetto stadio-clinica. Sono tutti temi cruciali che incidono direttamente sull’organizzazione dei servizi sanitari, sul territorio e sulla qualità dell’assistenza offerta ai cittadini.

Qual è il messaggio che vuole lanciare?

Che non c’è più tempo da perdere. La politica deve assumersi la responsabilità delle decisioni e deve farlo in modo trasparente. Terni ha bisogno di una sanità più forte, di investimenti concreti e di una strategia chiara per il futuro. I cittadini chiedono servizi efficienti, tempi certi e risposte serie, e hanno diritto a sapere quale direzione si vuole prendere per il futuro della sanità cittadina.

Redazione

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3 mesi fa

Vorrei chiedere a questa signora se ci fornisce l’elenco dei suoi colleghi regionali e nazionali che hanno quote nelle strutture private umbre e che hanno fornito prestazioni durante la giunta precedente

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3 mesi fa

Loro le risposte le hanno fatte dare da un geometra veneto.

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3 mesi fa

Basta chiederlo hai sfigati residenti in questo aborto di regione non serve il Veneto. Questi che ci stanno da quasi 2 anni cosa hanno fatto finora? Solo quello che hanno detto al megafono, perché di sostanziale non hanno fatto nulla. Hanno vinto le elezioni dicendo che avrebbero azzerato le liste d’attesa in 3 mesi, che avrebbero assunto oltre 750 unità nella sanità entro settembre-ottobre 2025, che avrebbero risolto per gli ospedali di Narni, Amelia, Terni e Orvieto. Risultato? Stiamo come prima, se non peggio. In pratica, quello che c’era prima c’è ancora adesso. C’è un problema però: pensionati e stipendiati… Leggi il resto »

Commento da Facebook
3 mesi fa

Ma quando governavate dove siete state ? Cosa avete fatto x la sanità lo dobbiamo chiedere al veneto?

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