Giacomo Porrazzini (Già Sindaco di Terni): Il nuovo ospedale deve nascere dentro una rete sanitaria

Non basta discutere della struttura: il futuro della sanità passa dall’integrazione tra ospedale, territorio e innovazione

Giacomo Porrazzini

Perché oggi è fondamentale il rapporto tra ospedale e servizi territoriali?

Perché non è più possibile ragionare sull’ospedale come una struttura isolata. Se manca un collegamento efficace con i servizi territoriali, l’ospedale finisce inevitabilmente per svolgere funzioni improprie. Questo significa pronto soccorso sovraccarichi, posti letto occupati troppo a lungo e difficoltà nella gestione dei pazienti dopo le dimissioni. La sanità moderna funziona soltanto se esiste una rete integrata tra ospedale, assistenza territoriale e servizi sociosanitari. Oggi molti problemi nascono proprio dal fatto che questa integrazione non è ancora sufficientemente forte.

Quindi il dibattito sul nuovo ospedale rischia di essere incompleto?

Sì, se viene affrontato separatamente dal resto del sistema sanitario. Oggi bisogna costruire una rete integrata tra ospedale centrale, assistenza territoriale e servizi sociosanitari. Le case di comunità, gli ospedali territoriali e i servizi di assistenza devono dialogare con l’ospedale principale. Altrimenti si rischia di avere strutture anche moderne ma un sistema complessivamente inefficiente. Il vero tema non è soltanto costruire un nuovo edificio, ma capire come dovrà funzionare l’intera rete sanitaria nei prossimi anni.

Nel suo intervento ha parlato anche del PNRR.

Il PNRR ha finanziato soprattutto la sanità territoriale, ma non ha risolto il problema delle strutture ospedaliere. Questo ha creato uno squilibrio. Da una parte si investe su case di comunità, ospedali di comunità e servizi territoriali, dall’altra resta aperta la questione degli investimenti sugli ospedali e della loro organizzazione futura. È quindi necessario capire come mettere realmente in collegamento questi due livelli del sistema sanitario.

Ha espresso anche una preoccupazione sul funzionamento delle nuove strutture territoriali.

Certo, perché costruire gli edifici non basta. Il problema vero sarà garantire personale, organizzazione e risorse per far funzionare queste strutture nel tempo. Senza una programmazione adeguata il rischio è creare contenitori vuoti o servizi che non riescono davvero a rispondere ai bisogni dei cittadini. Il tema del personale sanitario oggi è centrale in tutta Italia e riguarda anche l’Umbria.

Perché ritiene necessaria un’analisi approfondita dell’attuale ospedale di Terni?

Perché bisogna capire con precisione quali siano oggi le criticità e i punti di forza del sistema ospedaliero ternano. Solo partendo da dati concreti si possono individuare le priorità, capire dove intervenire e progettare soluzioni davvero efficaci. Non si può affrontare una scelta così importante soltanto sulla base di valutazioni teoriche o politiche. Serve una lettura reale dei bisogni sanitari del territorio e del funzionamento attuale dell’ospedale.

Ha citato anche il tema della mobilità passiva.

Sì, perché il fatto che molti cittadini scelgano di curarsi fuori regione indica una difficoltà del sistema sanitario umbro. Bisogna capire quali servizi rafforzare, quali eccellenze valorizzare e come recuperare capacità attrattiva. Se sempre più persone decidono di andare altrove significa che esiste un problema di fiducia o di organizzazione che va affrontato seriamente.

Nel suo intervento ha introdotto anche il concetto di Next Generation Hospital. Di cosa si tratta?

Oggi gli ospedali europei vengono progettati seguendo criteri molto diversi rispetto al passato. Si parla di innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale, digitalizzazione, flessibilità degli spazi e umanizzazione delle cure. Gli ospedali moderni devono essere strutture capaci di adattarsi rapidamente ai cambiamenti della medicina e alle nuove esigenze dei pazienti. Se Terni deve costruire un ospedale destinato a durare decenni, deve guardare a questi modelli e non soltanto al tema della localizzazione.

Quanto conta oggi la tecnologia nella progettazione sanitaria?

Conta moltissimo. La medicina sta cambiando rapidamente e anche gli ospedali devono essere pensati in modo diverso rispetto al passato. Digitalizzazione, diagnostica avanzata, telemedicina e nuove tecnologie influenzano ormai l’organizzazione stessa delle strutture sanitarie. Per questo serve una progettazione moderna e capace di guardare avanti.

Qual è il rischio principale in questa fase?

Ridurre tutto a una discussione sul dove costruire l’ospedale. Il tema vero è quale sanità vogliamo per il futuro. Senza una visione complessiva, anche la struttura migliore rischia di non risolvere i problemi del sistema sanitario ternano. Bisogna avere una strategia chiara che tenga insieme ospedale, territorio, personale sanitario, innovazione e organizzazione dei servizi.

Redazione

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3 mesi fa

E anche il centro prelievo della circoscrizione TACITO si trasferisce nella casa di comunità di via Trieste

in nome di di un ampio progetto di riorganizzazione sanitaria locale..
Noi anziani del centro abbandonati visto che veniamo privati di un punto di riferimento dove potevamo andare a piedi !
In attesa di tempi migliori che non arriveranno certo per il centro in abbandono totale!

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3 mesi fa

Cosa vuoi pretendere dal compagno…. Anziché alzare l’asticella .. solo un inutile burocrate che spalleggia i distruttori..

Commento da Facebook
3 mesi fa

E ci vorrebbe proprio una rete! Per rinchiuderceli tutti e portarli in un centro per il rimpatrio. Siamo proprio stanchi e state facendoci perdere la pazienza! Ora si svegliano tutti?

Commento da Facebook
3 mesi fa

È stato un Grande sindaco per Terni

Commento da Facebook
3 mesi fa

L’ultimo sindaco degno.

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