Rottamare le cartelle esattoriali arretrate è una strada da dover percorrere, per permettere a cittadini e aziende di poter andare avanti senza ulteriori pressioni e senza sanzioni e interessi da versare. Una questione della quale si parla molto ultimamente, avendo sollevato la cosa anche i consiglieri comunali Roberto Pastura e Guido Verdecchia al Comune di Terni. Ora interviene anche la consigliera regionale Laura Pernazza, prendendo spunto da dichiarazioni rilasciate al quotidiano Il Messaggero dal presidente della Fondazione umbra contro l’usura, Fausto Cardella. “La rottamazione delle cartelle – dice la consigliera – non è un condono e non cancella i debiti. Consente invece di pagare quanto dovuto senza il peso di sanzioni e interessi che, spesso, finiscono per rendere impossibile qualsiasi percorso di rientro“.
Un sostegno
Alla luce di questo concetto, Laura Pernazza sollecita la giunta regionale umbra a guardare con attenzione a strumenti che aiutino cittadini e imprese a rimettersi in carreggiata. “Negli incontri che svolgo sul territorio – spiega – raccolgo quotidianamente le preoccupazioni di lavoratori, pensionati, commercianti e piccoli imprenditori che chiedono risposte concrete, non ulteriori difficoltà. Proprio per questo appare contraddittorio che, mentre si discutono misure per alleggerire il peso delle cartelle esattoriali, la giunta regionale di centrosinistra abbia scelto di aumentare la pressione fiscale sugli umbri. Credo che la politica debba andare nella direzione opposta: aiutare chi vuole rimettersi in regola, sostenere chi produce lavoro e favorire il recupero delle situazioni di difficoltà economica“. Insomma, dietro ogni cartella esattoriale non c’è un numero, ma una famiglia o un’impresa che cercano di ripartire. Laura Pernazzza annuncia che presenterà un atto di indirizzo per sollecitare l’esecutivo regionale ad attivarsi e dare seguito a questa opportunità. “Ad oggi precisa – non risulta sia stato adottato alcun provvedimento in tal senso. Ritengo invece che le istituzioni debbano fare la propria parte per trasformare una possibilità prevista dalla normativa in un aiuto concreto per famiglie e imprese in difficoltà“.
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