Nella mattinata di lunedì il consiglio comunale di Terni ha sospeso le due mozioni di sfiducia contro il sindaco Stefano Bandecchi e ha approvato il bilancio con 15 voti favorevoli, al termine di una seduta caratterizzata da uno scontro in aula. La giornata ha evidenziato le tensioni interne alla maggioranza e ha aperto la fase delle reazioni politiche, con le forze di opposizione impegnate in un confronto sul futuro dell’amministrazione.
Nelle ore successive alla seduta sono arrivate le prime prese di posizione. Il dibattito si concentra sulla tenuta dell’amministrazione comunale: c’è chi considera chiusa l’esperienza di Bandecchi alla guida della città e chi chiede di passare dalle dichiarazioni ai fatti.
Sinistra Italiana: «Politicamente finita»
La Segreteria provinciale di Sinistra Italiana Terni – AVS ha dato un giudizio netto sulla sindacatura: «L’esperienza di Stefano Bandecchi alla guida della città è politicamente finita. Il suo progetto ha fallito e la crisi della maggioranza è sotto gli occhi di tutti». Secondo la segreteria, «il consiglio comunale di questa mattina ha sancito la paralisi amministrativa della giunta, piegata al tatticismo politico».
Nella nota vengono richiamati i nodi dell’azione amministrativa. Sul piano economico, per Sinistra Italiana «manca una visione di sviluppo economico per la città» e «le serrande si abbassano, mentre si progettano nuovi centri commerciali». Sul centro e sulla ZTL, prosegue il documento, «regnano confusione e improvvisazione, e manca una vera politica culturale». La segreteria cita inoltre il rischio per la rete del gas, definendo «una scelta che va fermata e discussa nell’interesse della comunità» l’ipotesi di una svendita.
Un passaggio è dedicato al permesso a costruire una clinica privata, promossa da Stadium e legata alla Ternana Women, che punta a essere convenzionata con il Servizio sanitario pubblico. Per Sinistra Italiana si tratta di una vicenda che intreccia interessi pubblici e privati, sulla quale restano «interrogativi politici e amministrativi rilevanti». La segreteria aggiunge: «È legittimo chiedersi se la volontà di mantenere il controllo sul procedimento amministrativo di questo progetto sia una delle ragioni principali, se non la principale, per cui Bandecchi vuole evitare la fine della sua sindacatura».
Sul piano delle iniziative, Sinistra Italiana ritiene che «una mozione di sfiducia può essere il passaggio per mettere fine a questa esperienza amministrativa». Le differenze politiche, precisa la nota, restano, ma «è il momento di mettere da parte i tatticismi e assumersi la responsabilità di chiudere, il prima possibile, questa parentesi amministrativa».
Umbria Civica: «Basta giochi di palazzo»
Diversa l’impostazione del Direttivo comunale di Umbria Civica Terni, che ha intitolato il proprio comunicato «Basta giochi di palazzo, non prendiamo in giro i ternani». Il movimento avverte che «la crisi dell’amministrazione Bandecchi non può trasformarsi in una recita politica fatta di annunci, improbabili conferenze stampa e responsabilità scaricate sugli altri».
Il Direttivo rileva che una parte delle forze politiche invita gli altri a muoversi, mentre altre sostengono che non ci siano i numeri necessari, e che nessuno ha messo in campo un’iniziativa concreta per verificare chi sia davvero disponibile a sfiduciare il sindaco. La richiesta è formulata così: «Chi vuole mandare a casa Bandecchi promuova un atto concreto, pubblico e verificabile, sul quale ciascun consigliere sia chiamato ad assumersi la propria responsabilità». Solo in questo modo, sostiene Umbria Civica, si chiarisce chi intende voltare pagina e chi, «dietro le dichiarazioni di opposizione», consente all’amministrazione di proseguire.
Il movimento si sofferma anche sul metodo. «Terni non può restare ostaggio di giochi di palazzo, trattative nei corridoi della politica e convenienze personali», si legge nella nota, che aggiunge: «Il futuro della città deve essere discusso alla luce del sole, davanti ai cittadini». Quanto all’argomento dei numeri, il Direttivo afferma: «Se i numeri non ci sono, emerga dai comportamenti e dalle scelte di ciascuno. Non diventi un alibi preventivo per lasciare tutto com’è». E ancora: «Non si deve mai avere paura del voto democratico dei cittadini».
Il comunicato si chiude con la richiesta di «chiarezza, coerenza e un’amministrazione capace di governare, non tatticismi utili soltanto a conservare gli equilibri di palazzo», con l’obiettivo di costruire una prospettiva fondata sulla partecipazione e sugli interessi della città.
Il quadro dopo la seduta
La sospensione delle mozioni di sfiducia lascia quindi aperto il confronto tra le opposizioni: da una parte la richiesta di un atto formale e verificabile in consiglio, dall’altra l’invito a chiudere rapidamente la sindacatura. L’approvazione del bilancio con 15 voti favorevoli resta il passaggio formale concluso dalla maggioranza guidata da Bandecchi.
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