Nessuna sfiducia nei confronti dei presidenti di due commissioni. Secondo il parere della segretaria comunale, chiesto proprio da uno dei due presidenti tramite il Consiglio comunale, non esiste una norma precisa che vieti a un consigliere che passi dalla maggioranza all’opposizione di presiedere una delle commissioni, consiliari. E così, dato che le mozioni sono sospese in attesa di un approfondimento chiesto al Ministero dell’Interno, Andrea Sterlini e Maria Severoni restano al loro posto, a presiedere rispettivamente la prima a e la seconda commssione consiliare di palazzo Spada. I due fanno infatti parte del gruppo Con Bandecchi per Terni, che ora chiede di cambiare nome in Per Terni, che dopo essere uscito da Alternativa popolare ha deciso di andare all’opposizione, facendo di fatto mancare al sindaco Stefano Bandecchi i numeri per la maggioranza.
“Piuttosto, mandatemi a casa“
Nella seduta consiliare del 26 ottobre si è discusso anche della possibilità d sfiduciare i due presidenti. Cosa che gli stessi hanno immediatamente contestato. Sterlini ha presentato in apertura di seduta una pregiudiziale, in base alla quale la mozione di sfiducia ai presidenti delle commissioni sarebbe illegittima e nel regolamento comunale non sarebbe prevista la revoca dei presidenti di commissione se non dietro specifiche violazioni di legge, nè che le presidenze spettino per forza all’ipotetica maggioranza. Chiedendo proprio il parere urgente della segretaria comunale in merito alla cosa. Gli risponde però il sindaco Bandecchi: “Da quando esiste questo Comune, le due commissioni non sono state mai affidate a esponenti di minoranza. Bisogna ricordarsi che prima tutto si elegge un sindaco, poi si eleggono i vari consiglieri in fila. La maggioranza è quella che esprime le idee del sindaco. La mia maggioranza ragiona per maggioranza e non per portafoglio. Io stesso, quando ero in minoranza, ho votato come voleva la maggioranza. Avete l’occasione per andare a votare in 17 per mandarmi a casa. Fatelo. Firmate oggi. Ma se non fate questo, collegate il cervello e cominciate a fare le cose come Cristo comanda“. Poi annuncia cambiamenti sulla cadenza delle riunioni di commissione: “Da oggi si risparmia e non si fanno più tre o quattro volte alla settimana ma una volta al mese“. A Sterlini, Bandecchi dice: “Lei deve rappresentare la maggioranza. Se rappresenta le sue idee, allora è in minoranza. E deve dimettersi. Ma siccome le mancano l’orgoglio e il buon gusto di dimettesi, sarà sfiduciato“. Ne ha anche per Marina Severoni: “Secondo lei, Terni Reti non può più tenere gli asili. E come si fa a dire che questi esponenti rappresentano la maggioranza? C’è qualcosa che non va. Se siete diventati voi maggioranza, cambia tutto, me lo dite e ci mandate tutti a casa. Il portafoglio non lo dovete guardare“.
Il parere
Sterlini, replicando al sindaco, ha precisato che “i presidenti di commissione non prendono un centesimo. Non si tratta di soldi e di portafoglio. Non ne facciamo una questione di soldi ma di professionalità“. Poi, la sua richiesta di avere il parere della segretaria generale: “Per una questione di regolarità e rispetto dei regolamenti all’interno di una pubblica assise“. La segretaria comunale, Iole Tommasini, fornendo il suo parere, non ha riscontrato una norma precisa e diretta per procedere a questa sfiducia o alla decadenza in caso di passaggio all’opposizione e, allo stesso tempo, ha demandato tutto al parere del Ministero dell’Interno. Intanto, però, Severoni e Sterlini restano al loro posto, alla presidenza delle due commissioni.
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