Webuild inaugura lo stabilimento a Terni per la rigenerazione delle Tbm

Nuova fabbrica per il montaggio e la revisione delle Tbm: un investimento in innovazione e sostenibilità

Webuild, il colosso mondiale specializzato nelle costruzioni e nello scavo sotterraneo, ha recentemente inaugurato un nuovo stabilimento a Terni, questo è dedicato al montaggio e alla rigenerazione delle Tunnel Boring Machines (Tbm). L’impianto rappresenta l’ultima realizzazione nel quadro degli investimenti del gruppo in termini di innovazione e formazione.

La nuova fabbrica non solo ridurrà significativamente i Capex e i costi operativi per il gruppo, ma sarà anche fondamentale per la rigenerazione delle Tbm. Queste macchine, che rappresentano veri e propri capolavori di ingegneria, sono in grado di scavare e contemporaneamente montare i rivestimenti delle gallerie, rendendo l’opera già completa al loro passaggio.

Il centro di Terni avrà il compito di revisionare, modificare e aggiornare tecnicamente le Tbm dopo il loro primo impiego, permettendo il loro riutilizzo in nuovi cantieri. Questo processo non solo favorisce un approccio di economia circolare, ma consente anche a Webuild di sviluppare ulteriormente il know-how necessario per incrementare il livello di automazione delle macchine, migliorando la sicurezza e l’efficienza operativa.

L’impegno di Webuild nella manutenzione e innovazione delle Tbm si riflette anche nella creazione di WEM (Webuild Equipment & Machinery), una società focalizzata sulla gestione e manutenzione delle Tbm. In Italia, il gruppo è particolarmente attivo con numerosi progetti, tra cui la realizzazione di 7 progetti ferroviari in Sicilia che comportano la costruzione di 200 chilometri di rete ferroviaria e 175 km di gallerie, con un investimento complessivo di oltre 400 milioni di euro.

Parallelamente, Webuild ha lanciato il piano “Cantiere lavoro Italia”, un programma di formazione per preparare i tecnici necessari a gestire le grandi Tbm. Tra le sedi di addestramento spicca il centro di Belpasso, vicino Catania, dove i nuovi tecnici vengono formati attraverso simulatori che replicano le condizioni reali di lavoro sul campo.

Redazione

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