Attese interminabili a Terni: un esame di uroginecologia rinviato per oltre 270 giorni

L'odissea di una paziente tra rinvii e ritardi: il riflesso delle inefficienze nel sistema sanitario pubblico

Le manifestazioni di disappunto nei confronti delle attese prolungate e delle procedure burocratiche lente sono frequenti. Persone che cercano assistenza dal servizio “Salute Donna” spesso si trovano a navigare tra vari uffici senza soluzione. Non è raro che gli appuntamenti vengano programmati per un periodo lontano, talvolta spostandosi da un anno all’altro, e subiscano ulteriori ritardi che ne impediscono l’accesso tempestivo.

Un caso emblematico si è verificato di recente con una paziente in attesa di un esame di uroginecologia. Inizialmente, l’appuntamento fissato a maggio per luglio sembrava ragionevole. Tuttavia, man mano che la data si avvicinava, l’appuntamento veniva continuamente rinviato: prima ad agosto, poi a settembre, e successivamente a ottobre. Ogni volta che la data si avvicinava, un nuovo rinvio spostava l’appuntamento ulteriormente, l’ultimo dei quali a dicembre.

L’unico sollievo è stata la possibilità di conservare la validità della prescrizione medica, evitando alla paziente la necessità di una nuova visita dal medico di base. Dopo sette mesi dall’iniziale richiesta, la paziente rimane in attesa senza una data certa per l’esame. La paziente ha rilevato che, nonostante la cortesia del personale, la frustrazione nasce dal continuo spostamento dell’appuntamento, dando l’illusione di un accesso imminente che invece non si verifica. Questa esperienza ha portato la paziente a riflettere sulla potenziale minor complessità di un centro privato.

Redazione

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