Una polemica avvelena l’edizione 19 del Terni Film Festival che altrimenti va in archivio con successo, registrando oltre 10.000 partecipazioni, suddivise equamente tra presenze fisiche e virtuali. L’evento ha visto una partecipazione media giornaliera di 700 persone in loco e 5.000 spettatori online, attraverso Facebook e YouTube, da ogni angolo del mondo. Inoltre, ha coinvolto 1.580 studenti di scuole superiori e università.
La vittoria in coppia dei registi di Israele e Palestina, con la guerra in corso, è stata rovinata dalla mancata presenza sul palco di Iris Zaki e Mohammed Almughanni, entrambi vincitori nelle loro categorie, e condividenti il premio per la migliore sceneggiatura.
Presenti entrambi a Terni, non sono saliti entrambi sul palco a causa del rifiuto di Almughanni di interagire con Zaki, nonostante le sue dichiarazioni pacifiste e la sua solidarietà con la causa palestinese.
Mohammed Almughanni ha affermato di essere venuto al festival “per sensibilizzare l’opinione pubblica su ciò che sta accadendo in Palestina” e ha criticato l’approccio dell’organizzazione, accusata di aver cercato di promuovere la pace “in modo molto ingenuo” e racconta di essere stato, in privato, “provocato a parlare dalla regista e dai suoi amici”. Un dialogo che ha rifiutato venendo duramente criticato per il suo atteggiamento dallo stesso Casali.
Iris Zaki ha invece espresso il desiderio di promuovere l’inclusività e il dialogo, affermando: “Noi, come artisti, dovremmo sforzarci di rompere le barriere politiche e astenerci dal boicottare gli individui, cosa che contraddice gli stessi principi di inclusività e comprensione che sosteniamo”.
Il vescovo Francesco Antonio Soddu, presidente dell’Istess, commentando l’episodio, ha evidenziato l’importanza di promuovere il dialogo e la giustizia, affermando: “La guerra non aiuta a valutare bene le cose, ma solo a far guadagnare chi commercia in armi. Far incontrare le persone è sempre importante ed è quello che ha voluto fare il festival”. La conferenza stampa ha concluso sottolineando l’impegno del festival nel promuovere la pace e la giustizia in tempi di guerra.
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