La vicenda era emersa qualche giorno fa e ora è ufficiale. Veronica Fortunato potrà diventare a tutti gli effetti Michele. Il Tribunale di Terni autorizza Veronica a sottoporsi a trattamento medico-chirurgico per l’adeguamento dei caratteri sessuali da femminile a maschile e ordina la rettifica degli atti di stato civile in riferimento al sesso e al nome”,dice la sentenza del Tribunale.
L’ex modella, oggi agente di commercio, napoletano residente a Terni, assistito da Alessandro gentiletti, coronerà il suo sogno a 41 anni compiuti. Il tribunale di Terni gli ha riconosciuto la disforia di genere e quindi potrà affrontare può affrontare l’ultimo step verso la piena realizzazione della sua trasformazione da donna a uomo e programmare gli interventi gli interventi per rimuovere intanto ovaie e seno e successivamente la falloplastica.
La sentenza del Tribunale
La perizia medica psicologica, considerata nella causa civile, ha evidenziato una “marcata disforia di genere”, sottolineando il “rilevante disagio sociale” e la “forte sofferenza psicologica” del ricorrente.
Nella sentenza, i magistrati hanno illustrato il profondo conflitto vissuto dal ricorrente, dovuto alla divergenza tra l’aspetto maschile risultante dalla terapia ormonale e le risultanze anagrafiche femminili. È stato rilevato inoltre che i tempi necessari per l’esecuzione del trattamento chirurgico potrebbero aggravare ulteriormente questa condizione di sofferenza psicologica e sociale.
Facendo riferimento a una precedente sentenza della Corte Costituzionale, i magistrati hanno argomentato che “Il trattamento chirurgico costituisce uno strumento di ausilio al fine di garantire, attraverso una tendenziale corrispondenza dei tratti somatici con quelli del sesso di appartenenza, il conseguimento di un pieno benessere psichico e fisico della persona”. Hanno sottolineato che la transizione chirurgica è autorizzabile come garanzia del diritto alla salute, soprattutto nei casi in cui la divergenza tra sesso anatomico e psicosessualità provoca un atteggiamento conflittuale e di rifiuto della propria morfologia anatomica.
Questa sentenza segna un importante riconoscimento legale delle necessità e dei diritti delle persone transgender. Riflette una crescente sensibilità e comprensione nei confronti delle sfide affrontate dalle persone con disforia di genere, riaffermando il loro diritto alla salute e al benessere psicofisico attraverso interventi medici appropriati. La decisione del tribunale rappresenta un passo avanti nel percorso verso un’equità sanitaria più inclusiva e rispettosa delle identità di genere.
Seguici su
Aggiungi ternitomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.