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Orvieto, scontro Filt Cgil-Regione sui treni dei pendolari: “Ritardi e poche corse”

Accuse reciproche fra Zeno e Melasecche. Il comune di Orvieto media, incontrando i rappresentanti dei pendolari: "Approccio costruttivo".

Si accende lo scontro ad Orvieto fra Regione e Filt Cgil sui treni per i pendolari, con il Comune a cercare di mediare. Motivo del contendere le poche tratte che a detta dei rappresentanti dei pendolari, fermano sulla Rupe, oltre ai ritardi.

Il sindaco Roberta Tardani e l’assessore ai Trasporti Gianluca Luciani si sono confrontati con i rappresentanti del Comitato pendolari Roma-Firenze e del Coordinamento dei comitati dei pendolari umbri, esaminando le problematiche dei collegamenti ferroviari Firenze-Orvieto-Roma.

I pendolari hanno evidenziato problemi quali ritardi significativi e l’esigenza di un collegamento mattutino efficiente verso Roma. “Non esiste infatti un collegamento verso Roma tra il treno IC 581 delle 7:25 e il RV 4099 delle 8:57″, hanno lamentato, sottolineando la necessità di un instradamento più rapido tra Orte e Roma.

Il sindaco Tardani ha descritto l’incontro come “molto positivo”, condividendo la prospettiva dei pendolari che rappresentano “la battaglia di una città intera”. L’assessore Luciani ha aggiunto: “Quello che abbiamo apprezzato sono stati i toni e l’approccio costruttivo da parte dei rappresentanti dei pendolari”.

Alle denunce dei pendolari risponde l’assessore regionale Melasecche, che  ha elencato i progressi compiuti nella regione: “Negli ultimi anni sono stati concretamente potenziati i servizi, sia quelli a vocazione pendolar: “e, sia quelli volti a facilitare la raggiungibilità di Orvieto nel tempo libero”. E poi attacca: “Dichiarare, come fa la CGIL, che sulla Direttissima passano centinaia di Frecciarossa ma non fermano ad Orvieto è ridicolo – sottolinea Melasecche – perché è come dire che sui cieli dell’Umbria passano centinaia di aerei, ma non atterrano. Come noto – ricorda – i Frecciarossa sono treni a mercato e, mentre ad Orte raccolgono una utenza rilevante anche se da sola comunque insufficiente a coprirne i costi, la ipotetica fermata ad Orvieto costituirebbe un rallentamento di quel treno, che quasi nessuno più prenderebbe

La replica della Filt CGIL, per voce del segretario regionale Ciro Zeno, ha portato in primo piano altre questioni: “Dal 2000 ad oggi molto è cambiato per Orvieto e per i lavoratori e le lavoratrici che devono prendere quotidianamente i treni. Ritardi, percorsi sulla cosiddetta linea lenta e cambi di convoglio, per non parlare dei buchi orari anche e soprattutto nei week-end”.

E ancora: “Corremmo conoscere chi rappresenta i pendolari orvietani negli incontri con le istituzioni. A Orvieto c’era un comitato, con un presidente e un direttivo, oggi non c’è nulla, o almeno non ne abbiamo contezza. Noi saremmo ben lieti di confrontarci ma non sappiamo chi chiamare. Mi viene il dubbio che questo fantomatico comitato sia quasi creato ad hoc in vista delle scadenza elettorali di quest’anno”.

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