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Nuova bretella Narni: luce verde dal Tar per il collegamento Via Capitonese-Via Tuderte

La decisione del Tar dell'Umbria sblocca i lavori: un passo avanti per la mobilità urbana

La realizzazione della bretella stradale che unirà via Capitonese alla parte alta di via Tuderte sembra finalmente prossima alla partenza. La conferma arriva direttamente dal Comune di Narni, che saluta con favore la decisione del Tar dell’Umbria. Il Tribunale Amministrativo Regionale ha infatti respinto le richieste cautelari volte a sospendere gli atti relativi alla modifica del Piano Regolatore Generale, indispensabili per l’avvio dei lavori.

Quest’opera, di grande rilevanza per la comunità di Narni Scalo, è stata riconosciuta di pubblica utilità dall’amministrazione comunale, che ha successivamente affidato i lavori di costruzione. Il finanziamento proviene dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), segno dell’importanza che riveste nell’ambito della pianificazione territoriale e della mobilità sostenibile.

Il Sindaco Lorenzo Lucarelli non nasconde la sua soddisfazione per il risultato raggiunto, che rappresenta una vittoria significativa per la città. La nuova bretella avrà l’importante funzione di alleggerire il traffico cittadino, specialmente nelle ore di punta, creando un collegamento diretto con la strada provinciale Capitonese.

La decisione del Tar è stata accolta positivamente anche perché rafforza la posizione del Comune di Narni nel rispettare i tempi imposti dal Pnrr. In particolare, il Tar ha sottolineato come una sospensione dei lavori avrebbe potuto compromettere il rispetto dei termini per l’esecuzione della nuova infrastruttura, previsti entro il 30 settembre 2024 per almeno un terzo della variante stradale.

Il Comune ha mostrato prudenza e attenzione, avviando i lavori solo dopo il verdetto del Tar, rispettando così le procedure legali e dimostrando responsabilità nel confronto con le parti sociali e i privati coinvolti. Tra le contestazioni, quelle presentate da alcuni proprietari espropriati, che tuttavia non hanno trovato accoglimento per la preminenza dell’interesse pubblico e la necessità di procedere senza indugi.

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