Ast e accordo di programma: “Immobilismo insostenibile, istituzioni ne sono responsabili”

Nota dell'unione comunale del Pd sulla situazione dello stabilimento dopo la presa di posizione dei sindacati: "Da Governo, Regione, Comune e Provincia solo spot elettorali"

Il Partito Democratico di Terni denuncia la mancanza di azioni concrete da parte delle istituzioni locali e nazionali. In una nota, il segretario dell’Unione comunale Pierluigi Spinelli e il responsabile Lavoro e welfare Emidio Gubbiotti del PD di Terni, criticano il Governo centrale, la Regione Umbria, il Comune e la Provincia di Terni.

La situazione del comparto industriale ternano, il più importante dell’Umbria e uno dei principali del centro Italia, scrivono, è diventata insostenibile a causa della “latitanza e

Il blocco dell’investimento da un miliardo di euro del gruppo Arvedi AST è al centro delle preoccupazioni. Questo investimento, prosegue la nota “rimane fermo a causa del mancato Accordo di Programma nazionale, fondamentale per l’attuazione del piano industriale”. “Governo e Ministri,” proseguono Spinelli e Gubbiotti, “lo annunciano come imminente a ogni occasione elettorale, ormai da due anni, senza esito.”

La situazione, sottolinea il Pd, si è ulteriormente aggravata quando AST ha comunicato ai sindacati che “il costo insostenibile dell’energia induce il gruppo ad approvvigionarsi con bramme di produzione asiatica,” che hanno lo stesso costo delle materie prime. La dichiarazione sottolinea che gli energivori italiani pagano la corrente 95 euro a MWh, mentre in Germania il costo è di 32 euro, in Francia 24 e in Spagna 53. “Una situazione insostenibile”, ribadiscono, “che mette a rischio l’area a caldo dell’acciaieria, risolvibile solo attraverso l’Accordo di Programma, sempre rinviato.

Nel contesto di queste difficoltà, AST Arvedi ha ottenuto la certificazione “ResponsibleSteel,” il programma di certificazione globale di sostenibilità per l’industria siderurgica. “L’acciaieria di Terni è il primo sito produttivo italiano di acciaio che opera in conformità con i requisiti più avanzati degli standard internazionali,” scrive il PD, sottolineando il paradosso di un’azienda che ottiene riconoscimenti internazionali mentre le istituzioni locali e nazionali sono incapaci di supportare adeguatamente il settore.

Un patrimonio industriale, occupazionale e di competenza tecnica e ambientale rischia di essere compromesso “dall’inadeguatezza e dall’indifferenza del Governo nazionale,” a cui compete una scelta decisiva. “Regione e Comune,” aggiungono i rappresentanti del PD, “sono capaci solo di promesse e incapaci di qualunque azione concreta a sostegno dei settori più avanzati dell’industria ternana e umbra.”

Redazione

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