Emma Pavanelli, deputata del Movimento 5 Stelle, ha espresso un duro giudizio sull’operato del governo Meloni riguardo alla crisi del polo siderurgico di Terni. In risposta alla sua interrogazione parlamentare, Pavanelli ha dichiarato che il governo ha dimostrato “ancora una volta la sua incapacità di trovare soluzioni concrete” per le aziende energivore, come quelle del polo ternano, costrette a fronteggiare costi energetici insostenibili.
L’impianto di Terni, una delle realtà industriali più importanti del Paese, ha deciso di “spegnere temporaneamente uno dei due forni” a causa degli elevati costi dell’energia, minacciando la produzione e mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro. “Pensare che queste aziende possano restare sul mercato insieme ai loro competitor collocati in altri Paesi pagando l’energia fino a quattro volte di più, è pura utopia”, ha sottolineato Pavanelli, evidenziando come le imprese italiane siano schiacciate dalla concorrenza estera.
La deputata ha accusato l’esecutivo di non aver dato la giusta priorità al problema, nonostante l’impatto sull’occupazione e sugli asset strategici nazionali. Secondo Pavanelli, le politiche attuali rischiano di compromettere non solo il polo siderurgico di Terni, ma l’intero settore industriale italiano.
Critiche sono state mosse anche all’idea del centrodestra di puntare sul nucleare. “Il centrodestra continua a parlare del nucleare come panacea di tutti i mali, ignorandone gli effetti negativi, i costi e l’impatto devastante sui territori”, ha affermato Pavanelli. Per la deputata, la scelta di investire su un’opzione energetica che richiederebbe anni per essere realizzata non affronta le esigenze immediate delle imprese. “Nel catastrofico mondo del governo Meloni, tra una decina di anni forse ci saranno le centrali nucleari tanto volute dalle destre, ma di sicuro non ci saranno più le imprese energivore italiane”, ha concluso.
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