Il Servizio idrico integrato lancia un progetto da 27 milioni di euro per ridurre le perdite nelle reti di distribuzione, che attualmente superano il 50 percento.
Nel 2020, oltre 8,4 milioni di metri cubi d’acqua sono andati dispersi nella rete idrica di Terni, una cifra che rappresenta il 56,4 percento dell’acqua immessa. La situazione è allarmante, ma Terni non è il caso peggiore: Polino registra una dispersione del 78,2, mentre Castel Viscardo si attesta al 72,2. Ma il problema è diffuso in tutta la provincia, con Narni al 61,9 e Orvieto al 58,6%
Nonostante alcuni comuni come Amelia (19,9) e San Gemini (19,5) abbiano tassi di dispersione più contenuti, il quadro generale richiede un intervento immediato. Il Servizio idrico integrato (Sii) ha elaborato un piano per migliorare la situazione, finanziato principalmente tramite i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Il piano prevede l’intervento su una rete di distribuzione lunga 2.180 km, con l’obiettivo di realizzare 1.640 km di nuova distrettualizzazione e migliorare i 542 km già esistenti. La distrettualizzazione, ovvero la suddivisione della rete in sezioni più piccole e monitorabili, permetterà un controllo più efficiente e tempestivo delle perdite. Il progetto si sviluppa in due fasi: la prima riguarda la creazione di nuovi distretti su circa 907 km di rete entro la fine del 2024, per rispettare il target del PNRR. La seconda fase, successiva, si concentrerà su 734 km di rete minore.
Uno degli aspetti innovativi del piano è l’utilizzo di tecnologie avanzate per la ricerca delle perdite. Oltre ai metodi tradizionali, come i rilievi audiometrici, il progetto impiegherà tecniche di telerilevamento tramite immagini termografiche a raggi infrarossi, raccolte da droni o satelliti. Queste tecnologie consentiranno di identificare le anomalie termiche nel terreno, causate dalle perdite idriche, anche su tratti di tubazioni difficilmente accessibili.
L’investimento totale del progetto è di circa 27 milioni di euro, di cui 6 saranno coperti dalle bollette dei cittadini e 21 arriveranno dai fondi PNRR. Si tratta di un’importante spesa per migliorare l’efficienza del sistema idrico ternano, che attualmente registra tassi di dispersione molto elevati. Il progetto mira a ridurre le perdite del 19%, portando la dispersione al 43,41 percento entro il 2025. Questo consentirebbe al sistema di passare dalla classe D alla classe C, un miglioramento significativo, pur tenendo conto che non sono previsti interventi sulla rete di adduzione, lunga 710 km.
Nonostante gli sforzi previsti, il risultato finale potrebbe non essere percepito come entusiasmante, considerando che la riduzione delle perdite sarà solo parziale. Tuttavia, il Sii sottolinea che l’intervento rappresenta un passo importante verso il miglioramento della gestione delle risorse idriche, un settore cruciale per il futuro del territorio. La distrettualizzazione e la digitalizzazione della rete permetteranno infatti di monitorare e affrontare le perdite in modo più rapido ed efficiente, ma resta molto lavoro da fare per portare il sistema idrico ternano a livelli di efficienza ottimali.
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Tranquilli mo s è candidato zio command
Si intanto adesso un aumento del 6,2 per cento
Una vergogna.
Tanto la paghiamo noi a peso d’oro.
Però le bollette sono salate
Non c’è problema aumentano l’acqua e tutto risolto sono buono anche io a fare il dirigente prendendo tanti soldi
E noi paghiamo
Tranquilli, ci pensa la SII a recuperare con le bollette anche di chi non paga mai
Però il.consorzio devi pagarlo makedetti
Si perde l’acqua ma aumentano le tariffe.
E vero quando i dipendenti di queste società sostengono che ” finché girano i contatori va tutto bene ” tanto c’è chi paga