Le elezioni regionali del 2024 hanno evidenziato il ruolo centrale dell’astensionismo e il peso crescente delle liste civiche. Il successo della coalizione di centrosinistra, guidata da Stefania Proietti, è stato sostenuto proprio da questi due elementi, che hanno determinato un vantaggio di 18mila voti sulla coalizione di centrodestra. I flussi elettorali mostrano come i partiti tradizionali abbiano perso terreno, con l’eccezione di alcuni casi significativi.
Astensionismo in crescita e il peso delle liste civiche
Dal 30% degli elettori che non votavano 30 anni fa, oggi si è arrivati al 50%. Secondo il professor Bruno Bracalente, autore dell’analisi presentata a Palazzo Cesaroni insieme ai colleghi Antonio Forcina e Nicola Falocci, questo fenomeno ha rappresentato un punto cruciale. Le liste civiche hanno giocato un ruolo determinante nel successo del centrosinistra, attirando una quota significativa di voti sia dall’astensione che da altri partiti, in particolare Pd e Avs.
Il centrodestra ha subito una maggiore emorragia: Fratelli d’Italia ha perso oltre la metà dei propri voti, in gran parte finiti nell’astensionismo. Anche il Movimento 5 Stelle ha visto una perdita importante, con voti diretti verso il Pd o sfociati nell’astensione. Al contrario, Forza Italia ha registrato una notevole crescita, riuscendo a recuperare elettori dall’astensionismo e dal traffico di voti interni al centrodestra.
Pd e Forza Italia emergono dal flusso di voti
Il Partito Democratico, pur perdendo voti rispetto a giugno scorso, è stato il partito che ha reagito meglio alla crisi generale grazie al recupero di 17mila voti dagli astenuti e al contributo del 15% degli ex elettori del Movimento 5 Stelle. Anche l’Alleanza Verdi Sinistra (Avs) ha mantenuto una certa consistenza rispetto ad altre forze, perdendo meno voti rispetto alla media.
Forza Italia ha invece guadagnato terreno, consolidandosi come unica forza del centrodestra capace di riportare al voto una parte significativa di elettori. Il traffico interno alla coalizione di destra ha favorito anche alcune liste civiche, ma ha penalizzato soprattutto Fratelli d’Italia, che ha visto il 9% dei propri voti spostarsi verso altre formazioni.
Fluttuazioni rapide e nuove dinamiche politiche
Un altro aspetto rilevante dell’analisi è rappresentato dalla fluidità elettorale, con cambiamenti rapidi e significativi non solo tra partiti della stessa coalizione, ma anche da destra verso sinistra. Rispetto alle elezioni regionali del 2019, l’Umbria è passata da una situazione di apparente stabilità a una nuova leadership politica, a conferma della volatilità degli elettori.
La Lega è stata l’unico partito a mantenere una certa fedeltà tra i propri elettori, benché il suo peso sia stato ridimensionato rispetto al passato. Questo risultato, tuttavia, non è bastato a compensare le perdite complessive del centrodestra.
Il quadro delineato dall’analisi dei flussi elettorali riflette un sistema politico in trasformazione, dove l’astensionismo e il voto volatile stanno ridisegnando i tradizionali equilibri di forza. Pd e Forza Italia, capaci di recuperare parte degli astenuti, emergono come i partiti più resilienti in un contesto di generale instabilità.
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