Il 46esimo anniversario dell’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale è stato scelto come data simbolica per accendere l’attenzione pubblica sulla situazione critica del consultorio di Orvieto. Durante la manifestazione del 23 dicembre, organizzata sotto lo slogan “Accendiamo i riflettori sul Consultorio”, diverse associazioni e gruppi locali si sono uniti per denunciare una condizione ritenuta insostenibile. Da due anni, Orvieto è privo di un ginecologo stabile, una figura essenziale per i servizi di prevenzione e supporto sanitario.
Una mobilitazione corale
La manifestazione, che ha visto il Comitato Orvietano per la Salute Pubblica in prima linea, è stata sostenuta dalla Cellula “Luca Coscioni”, dalle associazioni “L’Albero di Antonia”, “Il Filo di Eloisa”, “Abitare Orvieto”, “Articolo 21 – Presidio Orvietano”, “Rose Rosse d’Europa”, e dai sindacati Spi Cgil e Fp, oltre al Coordinamento Donne della Lega Intercomunale dell’Orvietano. I partecipanti hanno mostrato cartelli viola, scelti come simbolo della causa per rappresentare l’unione tra il rosa e il celeste, colori tradizionalmente associati al femminile e al maschile. Nella sua simbologia, il viola si lega anche alla sensibilizzazione sui tumori della cervice e della prostata.
La denuncia
La protesta ha sottolineato che da due anni il consultorio opera con un ginecologo in pensione, obiettore di coscienza, e che un nuovo ginecologo sarà disponibile per sole nove ore settimanali, senza copertura il sabato e nei pomeriggi. Questa situazione è stata definita insostenibile dagli organizzatori, poiché limita gravemente l’accesso ai servizi sanitari essenziali per le donne e le famiglie.
L’impegno per la sensibilizzazione
La mattinata si è conclusa con la distribuzione di volantini informativi realizzati in collaborazione con le associazioni. L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni su un problema che, secondo gli organizzatori, “non è più possibile tollerare”. Si chiede con forza un intervento urgente per garantire la presenza di un ginecologo stabile e ampliare le ore di assistenza presso il consultorio.
Questa mobilitazione rappresenta un forte appello alla tutela della salute pubblica, tema sempre più centrale nelle battaglie locali e nazionali.
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