Si è svolta questa mattina nella sala consiliare di Palazzo Spada la conferenza stampa di presentazione del bando per l’assegnazione del servizio di refezione scolastica. Erano presenti il sindaco Stefano Bandecchi, il vicesindaco Riccardo Corridore, l’assessore alla scuola Viviana Altamura e il funzionario Corrado Mazzoli. Gemos, l’azienda di Faaenza che gestisce il servizio, resterà in carica fino a Luglio per i campus estivi, poi toccherà al nuovo gestore.
Il Comune ha illustrato i criteri del bando, che punta su due aspetti che si staccano dagli altri anni. Il primo è relativo al cibo: punteggio maggiore per chi sceglierà il pane di Terni, la pasta fresca a produzione locale, l’olio Evo locale, l’acqua microfiltrata ed i prodotti probiotici. Bandecchi è chiaro. “Non sono contento del servizio che abbiamo oggi, non perché si mangi qualcosa di sbagliato ma perché spendiamo troppo e male”. Il sindaco sottolinea che vorrebbe internalizzare anche questo servizio, ma che per ora ha dovuto cedere ad un nuovo bando. Principalmente, diremmo, perchè per internalizzare servono tempo e risorse, tutte cose che di cui il Comune non dispone
La concessione è quadriennale, a partire dal 1. settembre, fino al 31 Luglio 2029, per complessivi 12.231.080,82. Sono 29 le cucine comunali in concessione, 3 in gestione diretta che ricevono pasti crudi (in altrettanti nidi), oltre a 35 refettori in concessione (6 per i pasti trasportati e 29 per quelli in loco) e un centro cottura per i pasti trasportati per un totale di 416.787 pasti cucinati in loco, 64.475 trasportati, 13.378 crudi e 4.059 fra colazioni e merende.
L’aspetto più importante dell’operazione è però quello relativo ai progetti di inserimento sociale inseriti nel capitolato. Non obbligatori, ma che contribuiscono a fare punteggio. Spiega il Rup Corrado Mazzoli: “Guardando quello che succede in altri comuni, chiediamo – ma non è obbligatorio – che reinvestano gli utili in progetti sociali. Si va dalle fattorie sociali, al recupero di antiche professioni, al salvataggio di botteghe artigiane in crisi. Oppure l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, anche con attività esterne, sul modello di altre realtà che esistono in Italia. Lo stesso vale anche per l’inserimento lavorativo di donne vittime di violenza. Dal 2023 la ristorazione scolastica rientra in una categoria dei servizi pubblici locali a rilevanza economica dati in concessione: la legge dice che i servizi non si devono limitare a creare reddito per loro stessi, ma devono anche creare benefici per il territorio, oltre all’aspetto di fornitura del servizio. Devono rispondere ai bisogni della popolazione in base alle necessità”.
Il vicesindaco Riccardo Corridore parla di un bando “con carattere innovativo, con criteri premiali e forte impatto a sostegno all’economia locale e all’inclusione. Ci sono elementi per avere una mensa d’eccellenza. Il punto più innovativo è l’introduzione del progetto sociale, per far lavorare ragazzi e ragazze”.
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