Ci sono articoli che un giornalista non vorrebbe mai scrivere e questo è uno di quelli. Subito la notizia: è morto nel pomeriggio del 18 Febbraio don Ciro Miele, giornalista e sacerdote.
Era nato a Lucera (Foggia) nel 1968 e ormai da tempo era tornato a fare il prete nella sua puglia, era parroco a Castelvecchio, dopo essere stato per un decennio sacerdote prima nella parrocchia di San Paolo Apostolo, a Terni e poi a Colle dell’Oro. Giornalista pubblicista, molto noto per le sue idee progressiste, era stato l’animatore ed il fondatore di Adesso, la rivista di approfondimento oggi diretta da Arnaldo Casali, che proprio quest’anno festeggia 25 anni dalla sua pubblicazione.
Miele è stato stroncato da un tumore della pelle che lo ha colpito nella sua forma più acuta e che lo aveva costretto ad un ricovero a Roma, all’ospedale Villa San Pietro, dove è morto.
Non è facile, per chi scrive, dare questa notizia: oltrechè un collega ed un sacerdote (San Paolo Apostolo è stata per oltre 30 anni la parrocchia di vi scrive) è stato per lungo tempo soprattutto un amico e un confidente. Con lui chi vi scrive aveva fatto la prima vera esperienza in una redazione, nel citato periodico Adesso ed è anche grazie a lui e alla sua spinta che chi vi scrive ha maturato la passione per il giornalismo e per l’inchiesta. Insieme a lui chi vi scrive ha vissuto alcuni dei momenti più forti della vita. Ci perdonerà quindi il lettore se uscendo per una volta dagli schemi deontologici, utilizziamo questo mezzo per celebrare soprattutto una persona buona, che non aveva paura di andare controcorrente. Anche, anzi forse soprattutto, dal pulpito di un altare, pioniere di quella chiesa “in uscita” che poi dopo qualche anno caratterizzerà il magistero di tanti. Dopo la sua partenza per la Puglia ci sentivamo più di rado, ma non mancavamo mai di confrontarci sui temi che ci stavano più a cuore. E se c’era bisogno di un consiglio, “don Ci” era li, pronto. Bastava chiamarlo.
Proprio in occasione dei 25 anni di Adesso, celebrati al Cenacolo San Marco, ne avevamo ricordato l’intraprendenza, la sagacia e il suo modo diverso di vedere il giornalismo e anche la chiesa. Stava già molto male da tempo, ma qualche settimana dopo quell’evento, le sue condizioni si erano di nuovo aggravate, costringendolo al nuovo ricovero. Purtroppo l’ultimo.
Anche dalla Puglia, don Ciro Miele aveva continuato a far parlare di sè: dagli attacchi a don Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria negazionista del Covid, alle prese di posizioni forti su temi etici lontane da quelle della Chiesa, al suo ruolo di “fustigatore” di una chiesa centrata sulla ritualità piuttosto che sulla misericordia.
Era anche docente di Teologia Fondamentale presso l’Issr Metropolitano ‘San Michele Arcangelo’ di Foggia e di Ecunemismo presso l’istituto superiore interdiocesano di Scienze Religiose Nola-Acerra.
La difesa degli ultimi e la lotta alle ingiustizie, oltre che a forme di bigottismo e parvenza, completavano il suo profilo
Il suo rapporto con Terni era nel tempo rimasto intatto: di tanto in tanto tornava nella città di adozione per ritrovare amici e colleghi sacerdoti e non più di due mesi fa, proprio in occasione dell’anniversario del giornale da lui fondato aveva nuovamente esternato pubblicamente la sua nostalgia per Terni.
Alla famiglia va il cordoglio personale e di tutta Paginesì.
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