Il Tribunale di Perugia, con sentenza emessa lo scorso 18 marzo, ha disposto la liquidazione giudiziale della società TEF Srl, storica realtà televisiva privata umbra. visibile al canale 11 del DTT. Alla guida della procedura è stata nominata la dottoressa Isabella Ippolita Soldani, in qualità di curatrice fallimentare. La decisione è stata presa a seguito di una richiesta avanzata da giornalisti e tecnici dell’emittente, creditori per stipendi arretrati e trattamenti di fine rapporto mai versati.
A fronte dell’apertura della procedura concorsuale, il Tribunale ha contestualmente dichiarato l’improcedibilità dell’azione esecutiva separata promossa da altri dipendenti, assistiti anche dall’Associazione Stampa Umbra (Asu) con l’avvocato Rita Urbani. L’emittente, che già da mesi aveva sospeso le trasmissioni, è stata così formalmente riconosciuta in stato d’insolvenza.
La crisi aziendale di TEF si protraeva da tempo e aveva già causato la chiusura della redazione, lasciando senza occupazione l’intero organico composto da giornalisti, tecnici e personale amministrativo. A nulla sono valsi gli appelli dei lavoratori e del sindacato per un intervento risolutivo: l’editore non ha mai attivato la cassa integrazione e le trattative per una cessione dell’emittente ad altri operatori del settore non sono mai decollate, nonostante gli sforzi di Asu.
Nei mesi precedenti, il personale aveva dato vita a una mobilitazione culminata con uno sciopero ad oltranza, nel tentativo di salvare l’emittente o almeno garantire tutele ai lavoratori coinvolti. Tuttavia, l’assenza di risposte da parte della proprietà ha portato alla cessazione definitiva delle attività e ora alla formalizzazione della liquidazione.
Il sindacato ha confermato il proprio impegno accanto ai lavoratori, assicurando supporto durante l’intera fase della procedura fallimentare e per tutte le pratiche legate al riconoscimento dei crediti maturati. La vicenda rappresenta un colpo durissimo per l’informazione locale e segna la fine di una delle esperienze televisive più radicate in Umbria.
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L’associazione stampa umbra non deve meravigliarsi più di tanto visto che durante il periodo di crisi della Emittente a fatto da semplice taciturno spettatore.
Nel periodo in parola non è stata assunta nessuna iniziativa pubblica se non due sterili iniziative di astensione dal lavoro, il risultato sarebbe stato il medesimo ma una associazione di tutela è opportuno che almeno non illuda i suoi assistiti.