Fa segnare un successo di partecipazione la prima giornata della settima edizione del FEGE – Festival dell’Editoria e del Giornalismo Emegente organizzato da Piero Muscari e da Sauro Pellerucci, presidente dell’associazione Io sono una persona per Bene e founder di PagineSì – editrice di questo giornale – con il contributo della Fondazione Carit e il patrocinio del Comune di Terni.
Taglio del nastro e mattinata riservata alle scuole con l’evento che si è snodato fra Palasì, sede dell’evento e la BCT, con la presenza degli studenti di diverse scuole ternane che hanno dialogato con i relatori sul tema “Il senso della sostenibilità della notizia e della narrazione”. Al tavolo per la lectio magistralis Michelangelo Tagliaferri, Sociologo ed esperto di pianificazione territoriale partecipata, fondatore dell’Accademia di Comunicazione
Ne è scaturito un vivace confronto generazionale. “Questi giovani – ha spiegato Muscari – hanno stupito, hanno fatto domande molto pertinenti e precise”. Soprattutto, come sottolinea Pellerucci “hanno dimostrato che era le persone più mature per noi, ci hanno fatto capire quanto sono pronti a prendere da noi il testimone”. Particolarmente, Pellerucci ha sottolineato come un articolo scritto dai ragazzi durante il laboratorio che ha fatto seguito alla lectio magistralis avesse titolato “Terni diventa capitale”: “Questo vuol dire che sono consapevoli del fatto che Terni è davvero la città che può essere il loro futuro”.
Perchè il FEGE
Il FEGE arriva a Terni “per restarci”, sottolinea Muscari. “Giornalismo emergente non vuol dire giornalisti nuovi, ma quelli che stanno mostrando il mondo che cambia. In questo senso abbiamo fatto nostre le parole di Oliviero Beha, il cui premio alla memoria verrà consegnato in questi giorni: le sue parole sono più vive che mai. Aveva avvertito su come il sistema contribuisca a manipolare la notizia e ancora oggi quindi bisogna fare attenzione. Nelle scuole di giornalismo spesso si insegna che se vuoi vendere devi scrivere cose brutte, che il bello non vende. Noi vogliamo invertire questa narrazione”.
Aggiunge Pellerucci: “Siamo a Terni perchè Terni è libera di crescere senza limitarsi. La sua posizione geografica al centro dell’Italia, sicuramente aiuta. Noi vogliamo diffondere le buone notizie, che sono quelle che non si preoccupano solo di attaccare la parte avversa ma si sforzano di trovare soluzioni condivise”
Premio e talk show
Il premio FEGE – realizzato dal maestro Silvio Vigliaturo -è stato consegnato a Padre Giulio Cesareo, giornalista e direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali del Sacro Convento di Assisi. Partendo poi dal concetto che “la teologia l’arte di trovare le parole per descrivere la vita che ci abita”, si è snodato il talk show sul tema “le narrazioni emergenti”. Al tavolo con Muscari, Pellerucci e Cesareo anche Mino Lorusso, presidente dell’ordine dei giornalisti dell’Umbria e Michelangelo Tagliaferri.
Una discussione che si è snodata sul ruolo centrale dell’informazione nella società attuale, su come questa venga controllata e su come questa venga manipolata: “Cosa ci resta di quello che Lucio Dalla chiamava ‘materasso di parole’?” sottolinea Lorusso. “Ecco allora dobbiamo riflettere sulla parola e sul silenzio, ripensare al modello di vita che abbiamo abbracciato e ci lascia infelici, il giornalismo in questo dà una mano per diffondere la positività della società che c’è e che spesso non si racconta”. La Chiesa ha abbracciato questa sfida, ha ricordato Cesareo: “Si è concluso da poco un sinodo durato tre anni sul tema di come la chiesa può reimparare ad ascoltare: se io voglio ascoltare Dio, non posso non ascoltare chi è a fianco a me, perchè la chiesa parla attraverso gli altri”.
Inevitabile poi il riferimento alle nuove tecnologie, in particolare l’intelligenza artificiale: “La discriminante – sottolinea Cesareo – è l’etica, il modo in cui raccontiamo le notizie, quindi ovviamente l’uso che se ne fa. Etica non significa regole, ma valori: ogni persona ha un valore infinto e tutto ciò che favorisce il suo sviluppo è una benedizione.
Tutto quello che umilia schiavizza è negativo. Così l’uomo unico animale che guarda il cielo. Questo è umano, alzare lo sguardo e vedere che dentro le stelle è possibile trovare una forma”.
Poi il ritorno ai giovani, grandi protagonisti della mattinata. Si ritorna a parlare di sostenibilità della notizia perchè è quella che oggi guida l’attività giornalistica: “Occorre qualcuno – spiega Tagliaferri – che sappia solidificare i pensieri con le parole giuste”. “La sostenibilità – aggiunge Pellerucci – non è statica è frutto del tempo, dell’equilibrio e del movimento”. E se fra i giovani, come è emerso nella mattinata, c’è voglia e passione per il giornalismo, ci si scontra con una realtà attuale, che rende sempre più difficile avvicinarsi a questo mestiere, soprattutto perchè a fronte di più spazi si sono invece ridotte le disponibilità economiche. “Oggi il web ha cambiato molte cose – è stato detto nel corso del talk – l’editoria tradizionale fatica e col web cambiano gli spazi e la professione. Dunque chi investe oggi nell’editoria? – quelli che lo fanno cercano di risparmiare e i primi che ne pagano le conseguenze sono i giornalisti: diventa un circolo vizioso, perchè non riusciamo più a raccontare. L’informazione non è una merce, dobbiamo ricordare questo – il giornale è una merce, l’informazione no: da qui passa il cambiamento”
Proprio dei giovani tuttavia, è la conclusione dell’incontro, è necessario mettersi in ascolto: “Ascoltare, fare proprie le loro richieste – spiega Tagliaferri – ma non pretendere si sostituirsi a loro. Chi dice ‘lo faccio per il tuo bene’ non lo sta facendo affatto”.
Il programma di oggi
Oggi si replica. Piero Marazzo, giornalista ex direttore del Tg2 farà una lectio magistralis sul tema “Storia senza eroi” (ore 10 PalaSì e BCT) e a seguire guiderà il laboratorio con gli studenti sul tema “Libertà di stampa e legalità”. Poi (ore 17.30 PalaSì) insieme ad Aldo Cazzullo riceverà il premio Oliviero Beha. I due saranno protagonisti anche del successivo talk “Leggere la notizia, la guerra delle news” insieme Sandro Raimondo e Rosamaria Aquino, che invece riceverà il premio FEGE. Sarà inoltre proiettato il trailer “La tazzina della legalità” con Sergio Gaglianese.
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