Tic Festival al via nel ricordo di Ilaria Sula: “Fare rete per costruire una consapevolezza, anche coi social”

Al Politeama panel di avvio della terza edizione dell'evento dedicato a influencer e creators: burnout e rallentare i temi ma inevitabilmente si è parlato anche del femminicidio

Partenza al Politeama per il Tic Festival con un talk moderato – dopo i saluti del direttore artistico Diego Ceccobelli -da Federica Oliva di Rai News.- Burnout e #rallentare i temi, che poi sono quelli attorno a cui ruota l’edizione ma inevitabilmente e visto il parterre si è parlato di Ilaria Sula e delle relazioni tossiche. Anche perchè parte di coloro che facevano parte del panel poche ore prima erano in piazza della Repubblica alla manifestazione contro il femminicidio.

Il direttore artistico Diego Ceccobelli

Durissimo David Lazzari, presidente nazionale dell’ordine degli psicologi: “I social possono incidere molto sui ragazzi, per questo è importante che ci sia consapevolezza sul tema, perchè attraverso i social si possono veicolare anche messaggi positivi. Tutto ciò che può aiutare questa società complicata ad acquisire valori per gestire le relazioni in maniera complicata è fondamentale. Abbiamo bisogno di prevenzione. Gli uomini che vedono una donna come oggetto, hanno soggettività? Secondo me non tanta. Mancano di empatia: senza di questa non hai sentimenti e allora puoi uccidere una donna e metterla in valigia”.

Alla sollecitazione sull’uso consapevole dei social risponde il parterre. Antonella Sberna (FdI), vice presidente del Parlamento Ue: “Bisogna creare sinergie da mettere in campo, anche nella comunicazione. Denunciare, sicuramente, Ma poi chi denuncia deve trovare terreno perchè questa sua denuncia cresca e porti frutti. Bisogna costruire la consapevolezza che c’è una rete di servizi, anche di quelli che aiutino a recuperare valori e coscienza che permettano di fermarsi prima”. Le fa eco Camilla Laureti, Europarlamentare del Pd: “Bisogna educare, anche attraverso i social. A me che sono umbra, sapere che nella mia piccola regione ci sono stati due casi in una settimana, francamente spaventa. Hanno ragione le donne che protestavano in piazza: questi non sono malati, sono figli sani del patriarcato”.

Michele Mezzanotte, psicologo social: “Le donne in piazza hanno sventolato le chiavi e la chiave porta con sè il concetto di proprietà: è questa dinamica che trasforma frasi belle come ‘Sei mia’ in qualcosa di osceno: non possiamo permetterlo. Oggi va di moda dire che ‘L’amore cura’. Beh, è una cazzata. Perchè se ti cura cos’è un cerotto? Se ti uso per curarmi, diventi un oggetto e se non funzioni come voglio io ti butto”. Infine Tudor Laurini @klaus, pioniere degli influencer italiani: “Social e mondo esterno devono parlarsi: su questi temi noi abbiamo grande responsabilità e possiamo fare da cassa di risonanza”.

 

 

 

Redazione

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