Parole shock del sindaco di Terni, Stefano Bandecchi a Radio Cusano Campus. Parlando in un’approfondimento della sua emittente sulla scomparsa del Pontefice, il primo cittadino non ha nascosto la distanza ed il distacco dalle politiche del Santo Padre
“Provo profondo rispetto e rammarico per la perdita di Papa Francesco – ha detto – pur non essendo un grande estimatore del suo pontificato. Ho sempre pensato che il suo modo di gestire il Vaticano fosse innovativo, ma molto dissimile dalle usanze che hanno permesso al Vaticano di esistere da 2000 anni. Ma credo fosse voluto: era un divisivo e lui stava dando una linea diversa, anche le cerimonie saranno diverse, visto che ha dato disposizioni di esequie sobrie e non sarà esposto, non verrà seppellito a San Pietro”. Ancora più forti le parole successive: “Sono addolorato, perchè è morto il presidente di uno Stato importante, ma come se fossero morti migliaia di altri uomini, altri presidenti”.
Quando parla delle riforme del Pontificato di Bergoglio è dove si percepisce la distanza più netta: “Ha cambiato la macchina, preferendo meno sfarzo, ha fatto tante riforme che da cristiano ho trovato interessanti solo in parte. Forse gli è mancato il coraggio di innovare sino in fondo. Non ha avuto il coraggio di fare la riforma più grande e importante, ovvero permettere ai preti di sposarsi, visto che da nessuna parte nella Bibbia c’è scritto che questo non sia possibile. Mi spiace per l’uomo, che ha sofferto molto ma nonostante tutto ha lavorato sino all’ultimo giorno, compreso ieri, dimostrando coraggio, pronunciando anche le poche parole che poteva pronunciare in sofferenza. E in questo ha la mia ammirazione”
La distanza di Bandecchi da Bergoglio è ancora più forte quando si apre la discussione sul successore: ” Il prossimo Papa? Non sono io che debbo scegliere le linee del Vaticano, ma certo che il mondo cristiano ha problematica perchè perde fedeli e le chiese si svuotano, non solo in Italia. La spiritualità è rito e nel rito c’è cerimonia. Credo che il nuovo Papa debba trasmettere ai giovani la sensazione di rinnovamento nella tradizione: il Cristianesimo esiste da 2000 anni, quindi vuol dire che una strada giusta l’aveva presa. Spero in un Papa italiano, ma fra i candidati italiani ce ne sono un paio che non mi piacciono e potrebbero riportare la chiesa molto indietro”.
Siccome i candidati italiani sono solo tre (Parolin, Zuppi e Pizzaballa), due dei quali di stretta osservanza bergogliana e sono i favoriti per l’ascesa al soglio pontificio, non è difficile capire dove voglia andare a parare. Ma in ogni caso specifica: “Papa Francesco ha molto innovato e questo serve, ma poi è andato oltre, almeno per come vedo io il cristianesimo. Non capisco che bisogno c’era di essere troppo vicino a noi, lo sappiamo che è umano, che è un uomo. A me non sono piaciuti gesti come quando è andato a comprarsi gli occhiali: ha pensato di avvicinarsi a noi in questo modo ma non serve. Mi è piaciuto nelle posizioni contro la guerra e per i deboli”
E conclude: “Sicuramente è morto un grande uomo, che andrà a ritrovare i due padri, quello carnale e quello spirituale. Ma credo in Vaticano non tutti saranno addolorati da questa scomparsa, secondo me alcuni stanno stappando lo spumante”.
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